ADUNANZA DEL 2-3-4 MAGGIO 2017

Classificazione dei saperi – Audizione di Andrea Lenzi, Presidente del CNGR: il 3 maggio è intervenuto in audizione Andrea Lenzi, già Presidente del CUN e ora Presidente del “Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca”, un organismo costituito dalla legge 240/2010 – art. 21. All’inizio del suo intervento, Lenzi ha sottolineato che le carenze di una politica organica della ricerca produce, fra i vari effetti negativi, anche informazioni insufficienti (per esempio sulle risorse) e una classificazione dei saperi non più attuale. In un suo breve excursus, Lenzi ha ricordato che epoca recente (Ministro Zecchino) si sono introdotti la riclassificazione dei Settori Scientifici Disciplinari (SSD), la riduzione del loro numero e la sostituzione delle “discipline” con le declaratorie. Successivamente (2007) il Ministro Mussi ha chiesto che i SSD non fossero più di 80. A seguito della “legge Gelmini” si è avuta una seconda revisione della tassonomia dei saperi (dai macro-settori ai SSD), ma ciò soprattutto in vista della necessità di riavviare urgentemente le Abilitazioni. Oggi – ha proseguito Lenzi – ci troviamo in ritardo rispetto al panorama internazionale. Per aggiornare e rendere più flessibile la classificazione dei saperi, e per favorire l’interdisciplinarietà,  ci si potrebbe basare su pochi macro-settori e su un sistema di parole-chiave costantemente aggiornabili anche da singoli docenti. Si potrebbe mantenere i SSD per il reclutamento e per la didattica, adottando invece il metodo delle parole-chiave per gli ambiti scientifici. Lenzi ha concluso sottolineando l’urgenza con cui deve essere affrontata questa materia.

Linee Guida per l’accreditamento dei Dottorati: il CUN ha approvato all’unanimità alcune osservazioni sulle Linee Guida per l’accreditamento dei Dottorati nel 2017 (cfr. Nota MIUR n. 11677 del 14 aprile 2017). Pur apprezzando l’attenzione dedicata dal Ministero alla qualità scientifica delle istituzioni autorizzate ad attivare corsi di dottorato di ricerca, il CUN ribadisce alcune critiche espresse già nel 2014 in merito al DM n. 45/2013, rilevandone ancora una volta “il carattere eccessivamente prescrittivo, l’enfasi posta sull’autorizzazione ex ante a scapito di un più efficace processo di valutazione ex post e l’uso improprio dei risultati della VQR nella determinazione dei requisiti richiesti ai componenti del Collegio dei Docenti. Un ulteriore fattore persistente di disagio è la frequente emanazione di norme che si sovrappongono alle vigenti, ivi inclusa l’introduzione dei cosiddetti ‘Dottorati Innovativi’, modificando lo scenario di riferimento in un contesto che necessita di tempi di adattamento per la messa a regime”. Le recenti Linee Guida – prosegue il CUN – ricalcano questi stessi limiti.

Inoltre la pubblicazione di queste “Linee”, quando stanno per scadere le procedure telematiche per le richieste di accreditamento (31.05.2017), pone gli Atenei in seria difficoltà nella programmazione dei corsi di dottorato di ricerca. “A tal proposito, si rileva che sarebbe stata opportuna, come avvenuto nel 2014, una consultazione preventiva del mondo accademico e del CUN, suo organo di rappresentanza, prima dell’emanazione delle nuove Linee Guida, per raccogliere pareri e osservazioni, finalizzate al miglioramento delle procedure di accreditamento”.

Quanto al merito, il CUN “osserva con preoccupazione un generale irrigidimento dei criteri e un

innalzamento delle soglie relative all’indicatore quantitativo di attività scientifica e alla qualificazione scientifica del coordinatore, e mette in guardia altresì dall’uso di indicatori numerici, quale l’indicatore discreto I, prima che ne sia provata la significatività statistica”. Inoltre l’applicazione combinata di tali requisiti, per lo più di natura quantitativa e senza riscontro nei processi di valutazione a livello internazionale, potrebbe escludere dal collegio dei docenti una componente di professori e ricercatori di indubbio valore scientifico che solo per motivi di natura anagrafica o di servizio o appartenenza ad ambiti di ricerca specifici non saranno in grado di soddisfare quei criteri.  A ciò si aggiunga  il rischio che “tali procedure possano portare a una contrazione del numero dei dottori di ricerca, già fortemente sotto-dimensionato rispetto alla media europea”.

In merito ai cosiddetti Dottorati Innovativi, il CUN sottolinea come le definizioni e i requisiti contenuti nelle Linee Guida 2017 appaiano “tuttora ambigui e in larga misura provvisori, specie in rapporto ai criteri della multidisciplinarietà e dell’internazionalizzazione”.

Il documento del CUN riporta in allegato la comparazione degli indicatori nelle Linee Guida 2017 con quelli nelle precedenti Linee Guida 2014.

Nota Miur: http://attiministeriali.miur.it/anno-2017/aprile/nota-14042017.aspx

Osservazioni CUN: https://www.cun.it/uploads/6556/Osservazioni_CUN_Linee_Guida_2017_accreditamento_corsi_dottorato.pdf?v=

Legge di Bilancio 2017 e finanziamento ordinario delle Università: in un ampio documento, il CUN ha approvato all’unanimità alcune osservazioni e proposte su quelle parti della Legge di Bilancio che avranno un impatto significativo sulle assegnazioni di FFO agli atenei nel 2017 e in misura ancora maggiore a partire dal 2018.

Il CUN apprezza il fatto che lo Stato per la prima volta si faccia carico, anche se solo parzialmente, del mancato gettito contributivo di studenti borsisti, di idonei alla borsa DSU, di studenti “produttivi” e “regolari” sotto alcune soglie ISEE. Ma qualche ateneo potrebbe non essere in grado di compensare i mancati introiti attraverso politiche redistributive della contribuzione studentesca. Inoltre alcuni incentivi previsti potrebbero incrementare il numero degli studenti attivi e regolari con esenzioni totali o riduzioni; accanto a questi effetti positivi si potrebbero però avere per gli atenei ricadute oggi difficilmente prevedibili sulla sostenibilità economica del provvedimento. In assenza di dati necessari alle stime sull’incidenza di queste categorie di studenti, molte università potrebbero tutelarsi innalzando eccessivamente la contribuzione studentesca. Da qui una serie di proposte del CUN per tutelare meglio sia gli studenti sia gli atenei.

Altre considerazioni riguardano i “Dipartimenti di eccellenza”: fra l’altro, il CUN rinvia alla sue numerose osservazioni in merito ai criteri di individuazione di tali Dipartimenti; inoltre sempre il CUN individua una incoerenza fra la previsione di risorse quinquennali e il loro vincolo per almeno la metà del totale al finanziamento di posizioni a tempo indeterminato o con tenure track.

In merito all’indicatore IRAS2, usato per la quota premiale, il CUN ribadisce la possibilità che esso produca distorsioni a danno di quelle sedi che si sono impegnate nel contenimento e nella razionalizzazione del proprio organico. Più in generale il CUN lamenta lo sfasamento fra il quadriennio del FFO e i periodi considerati per la VQR.

Testo integrale del documento CUN: https://www.cun.it/provvedimenti/sessione/208/analisi_e_proposte/analisi-e-proposta-del-2-05-2017

Esame degli ordinamenti didattici: prosegue l’ampio lavoro di esame delle proposte di modifica degli ordinamenti didattici. La fine è prevista verso il 18 maggio.

 Comunicazione istituzionale del CUN: è uscito il primo numero della Newsletter “Il Cun Informa”, rivolta agli interlocutori istituzionali del CUN. L’iniziativa rientra in un potenziamento della comunicazione, che prevede anche un “restyling” del sito, il notiziario online “Informa CUN”, una pagina Twitter ed alcune iniziative per intensificare il rapporto con la stampa. Questo “sistema comunicativo” è organizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Paolo Montesperelli e di cui fa parte, sempre per il Comitato dell’Area 14, anche Rocco Giurato (cfr.  CUN News n° 35-5 marzo 2017)

 

Prossima adunanza: 16-17-18 maggio.

 

ALTRE NOTIZIE

 “Dipartimenti di eccellenza”: sono stati pubblicati i provvedimenti relativi ai Dipartimenti di eccellenza a questo indirizzo:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/universita/programmazione/dipartimenti-di-eccellenza

 Costo standard: è stata depositata la sentenza 104/2017 della Corte Costituzionale. In essa si respinge il fatto che sia stato demandato ad atti ministeriali il compito di individuare i meccanismi di calcolo del costo standard e il suo peso nel FFO.

Indirizzo: http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do