In occasione della ricorrenza del centenario della morte di Emile Durkheim, padre fondatore della moderna sociologia, l’AIS propone e sostiene una serie di iniziative volte a celebrarne la memoria, interpretarne il lascito scientifico e contribuire alla valorizzazione dei fondamenti della nostra disciplina.

I soci, le sezioni e i gruppi scientifici che intendono organizzare iniziative quali convegni, seminari o pubblicazioni dedicati alla figura di Durkheim, sono invitati a contattare la segreteria AIS attraverso i consueti canali istituzionali (segreteria @ ais-sociologia.it oppure attraverso la sezione “contattaci” del sito selezionando la voce “Eventi Durkheim 2017”) per ricevere assistenza e supporto nell’organizzazione, diffusione e valorizzazione delle loro proposte.

Le attività si chiuderanno con il convegno “Sociology as an open science. Émile Durkheim (1917-2017)” organizzato dalla sezione Teorie sociologiche e trasformazioni sociali che si celebrerà a Pisa dal 19 al 20 ottobre 2017.

Consulta tutte le iniziative legate alla ricorrenza.

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Émile Durkheim nasce ad Épinal, nelle terre contese della Lorena nel 1858 da una famiglia di origine ebraica, fucina di rabbini da otto generazioni. Nel 1878, durante la khâgne per entrare all’École Normale Supérieure di Parigi, conosce Jean Jaurès e Henri Bergson, di un anno più giovani di lui e come lui destinati a diventare pietre miliari della storia culturale francese.

Conseguita l’agrègation in filosofia nel 1882, per alcuni anni insegna nei licei di Sens e Saint-Quentin. Il 1887 segna il suo ingresso nell’accademia: Durkheim è chiamato all’Università di Bordeaux per tenere i corsi di pedagogia e scienze sociali, impartendo così il primo insegnamento di sociologia istituito nelle università francesi.

Si aprono anni di intenso lavoro tanto sul piano scientifico quanto su quello civile.

In parallelo all’attività didattica prendono forma opere capitali, quali De la division du travail social (1893), Les règles de la méthode sociologique (1895) e Le suicide (1897). Al 1898 rimonta la nascita de L’Année sociologique, organo scientifico della scuola sociologica francese e voce di un’intera generazione di durkheimiens, tra cui spiccano Celestin Bouglé, Paul Fauconnet, Maurice Halbwachs, Henri Hubert, Marcel Mauss e François Simiand.

Profondamente colpito dalle vicende politiche della Francia della Terza Repubblica al volgere del secolo, segnatamente dall’Affaire Dreyfus, in questi stessi anni Durkheim matura una profonda coscienza civile e politica che, in qualche modo si riverserà anche nella sua produzione successiva.

Nel 1902 si trasferisce nella capitale, nominato dapprima supplente e poi titolare (1906) della cattedra di Pedagogia alla Sorbona, a cui vanno affiancandosi i prestigiosi corsi presso il Collège de France e presso le Écoles des hautes études internationales et politiques.

Nel 1912 appare l’ultimo capolavoro, frutto di più di un decennio di ricerca, Les formes élémentaires de la vie religieuse.

Il crepuscolo era alle porte; la Grande Guerra incombeva. Sui campi di battaglia Durkheim vide morire studenti, amici e parenti, tra i quali il suo unico figlio, André. Dalla sua morte, avvenuta nei Dardanelli nel 1915, dovette ricevere un durissimo colpo dal quale non si sarebbe più ripreso.

Emile Durkheim morì a Parigi il 15 novembre 1917.