La direzione della collana Sociologia e Politiche del Diritto di Maggioli Università, la Sezione di Scienze giuridiche, economiche e sociali applicate del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata sede di Jesi, il Dipartimento di Scienze giuridiche C. Beccaria dell’Università degli studi di Milano e il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Catania organizzano il Seminario sul tema «Amministrazione, cultura giuridica e ricerca empirica».

Il seminario si propone come una occasione di confronto sul tema dei rapporti tra politica e amministrazione e sulle ricerche, attualmente in corso o di recente pubblicazione nei numerosi ambiti di ricerca empirica, che privilegiano l’uso della cultura giuridica come categoria analitica e strumento metodologico nell’analisi dei rapporti tra produzione e implementazione delle politiche e nelle ricostruzioni dei cosiddetti «processi partecipativi».

Il tema dei rapporti tra politica e amministrazione, come è noto, è andato progressivamente delimitandosi rispetto al pensiero dei classici e anche ad alcuni studi, ormai risalenti, sulla «crisi delle istituzioni», fino a precisare come oggetto pressoché esclusivo di ricerca l’analisi delle politiche. Sono così prevalsi approcci “riduzionisti” – economicistici, aziendalistici, organizzativistici – che hanno relegato sullo sfondo le specificità (tecnica, normativa, politica e di valore) e le soluzioni che il diritto pubblico è (non da ora) in grado di offrire: in particolare la creazione di categorie e l’istituzione di procedure. Oltre a ridisegnare il principio di legalità, così come alcune categorie giuridiche centrali nella lettura dell’azione amministrativa, in primo luogo la discrezionalità, le dinamiche della proceduralizzazione stanno componendo nuovi assetti della separazione tra i poteri entro uno scenario, sociale ed economico, anch’esso fortemente contrassegnato dal mutamento.

Sul piano della riflessione scientifica le trasformazioni descritte hanno prodotto principalmente due esiti: il declino dell’interesse per gli usi del diritto come strumenti di garanzia della separazione tra i poteri (sia dal punto di vista dell’esercizio dei poteri pubblici che delle garanzie per i cittadini); e per le differenze (in termini di dimensioni normative, tecniche e di valore) che caratterizzano l’agire delle amministrazioni pubbliche rispetto ai modelli aziendalistici. La ripresa del dibattito sul concetto e sulla funzione della cultura giuridica come strumento metodologico può consentire alla sociologia del diritto di recuperare all’attenzione degli studiosi, degli operatori e del pubblico tali questioni.

 

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