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I Paesi dell’occidente industrializzato, e fra questi anche l’Italia, negli ultimi decenni sono stati investiti da un insieme composito di trasformazioni demografiche, sociali, culturali ed economiche che hanno profondamente modificato le relazioni di cura, tanto nei bisogni da cui sono sollecitate, quanto nelle pratiche che le pongono in essere. Sul primo terreno, quello dei bisogni di cura, le trasformazioni osservate sono riconducibili in primo luogo al mutamento del profilo demografico ed epidemiologico della popolazione, con la crescita delle patologie che mostrano maggior incidenza nella popolazione più anziana, prime fra tutte le patologie cronico-degenerative. Anche la crescita dei processi migratori ha contribuito, da un altro punto di vista, al mutamento dei bisogni di cura, sia con il riemergere delle cosiddette malattie della povertà, sia con l’introduzione nella scena della cura di modi nuovi e non sempre immediatamente comprensibili di comunicare la propria sofferenza. Tutto ciò, insieme alla stretta della recente crisi economica, hanno provocato un sensibile aumento delle diseguaglianze sociali di salute. Sul secondo terreno, quello delle pratiche di cura, quel che emerge è una profonda trasformazione della scena della cura. La cura delle patologie cronico-degenerative e delle disabilità, congenite e acquisite, convoca professioni diverse, sia in ambito medico, sia in ambito sociale. La scena della cura è inoltre sempre più spesso calcata dalle organizzazioni dei pazienti e da quelle dei loro familiari, impegnate anch’esse, ancorché sulla base di un sapere profano nel compito della cura.

Corpo, cura e salute sono i temi che richiamano le trasformazioni in atto e che saranno al centro del Convegno di fine mandato della sezione Sociologia della salute e della medicina.

Il corpo, inteso sia come luogo nel quale si sedimenta la storia di salute di ciascun individuo, sia come progetto, investito da pratiche culturali, cliniche e tecnologiche le più diverse, ha di recente riconquistato un posto di primo piano nella riflessione sociologica e, in particolare, nella sociologia della salute. Al tema del corpo si riconducono, pertanto, le riflessioni sulle diseguaglianze sociali di salute (basti per tutti l’esempio dell’obesità), quella sui processi di medicalizzazione delle diverse forme di alterità, quelle sulla genetizzazione e sule nuove tecnologie mediche investire di un ruolo e di un potere prometeici. La cura, intesa nell’accezione più ampia, come agire relazionale, teso alla promozione del benessere altrui, consente di mettere a tema i processi di costruzione (e decostruzione) sociale della salute, di riflettere sui saperi e sulle pratiche convocate in quest’impresa e sulle forme di cooperazione e conflitto che qui trovano dimora. Salute è il filo rosso che lega tutte queste riflessioni, che lega il corpo alla cura, i saperi alla loro traduzione in politiche.

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