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AIS – Sezione di Sociologia politica – Convegno annuale

Sessioni tematiche

  1. Istituzioni e Pubblica Amministrazione in Europa

Coordinano: Andrea Pirni (Università di Genova) e Giulio Moini (Università di Roma “Sapienza”)

La Pubblica Amministrazione è un tema classico della sociologia politica e oggi assume rilievo particolare poiché è al centro della relazione fra l’UE e i Paesi membri così come tra lo Stato e la società nazionale. Le profonde trasformazioni che hanno coinvolto la PA in questi decenni – in Europa e, soprattutto, in Italia – richiedono una rinnovata attenzione da parte della disciplina in ordine al rapporto, problematico e in mutamento, fra istituzioni, società e cittadino. Gli studi teorici o empirici, con prospettiva comparativa o riferiti a casi specifici che verranno presentati in questa sessione costituiranno un fertile spunto di riflessione in tal senso.

  1. Le nuove pratiche e i diversi repertori dell’azione politica

Coordinano: Fabio de Nardis (Università del Salento) e Rossana Sampugnaro (Università di Catania)

La nuova politica non abita i palazzi del potere, né si nutre di vecchi rituali. La sua ricerca richiede un mutamento di prospettiva. Gli studiosi, dice Beck (1998) continuano spesso a cercare la politica “nel luogo sbagliato, nei concetti sbagliati, ai piani sbagliati, nelle pagine sbagliate dei quotidiani” quando invece la nuova politica si sviluppa altrove. Le forme collettive si realizzano in riti comuni combinando le forme offline con l’attivismo digitale sulla rete. Quest’ultima amplia la struttura dell’opportunità, favorendo le forme di partecipazione individualizzata che non richiedono compresenza e contemporaneità delle azioni tanto da consentire il coinvolgimento di nuovi segmenti di popolazione prima esclusi. La nuova partecipazione assume spesso le forme del controllo esterno delle politiche di istituzioni nazionali o transnazionali, superando i rigidi confini degli stati con alleanze anche momentanee.

La politica si concretizza anche nelle life politics, ossia negli stili di vita divergenti, ciascuno dei quali si alimenta di verità proprie. L’adozione di un orientamento comportamentale è frutto di una scelta tra valori contrapposti, spesso non conciliabili. Le scelte di consumo, l’attenzione per l’ambiente, la difesa degli animali assumono valore politico nel contesto globale accanto a scelte opposte che possono privilegiare la difesa della tradizione, della vita intrauterina o dell’esaltazione della forza fisica, combinandosi anche in forme non convenzionali.

Queste pratiche si affiancano a esperienze sociopolitiche che trovano nella crisi delle relazioni sociali, economiche e politiche classiche la loro principale origine. Ci riferiamo al tentativo di recuperare nuovi elementi di socialità che sfidano l’individualizzazione attraverso la costruzione di pratiche di mutualismo e resilienza attraverso l’auto-organizzazione sociale.

Nel workshop saranno raccolti i contributi che, in un’ottica di pluralismo metodologico, si soffermino sul significato della partecipazione, sulle nuove forme di aggregazione e sui nuovi repertori di azione politica.

  1. Innovazione e trasformazioni politiche

Coordinano: Antonio Costabile (Università della Calabria) e Lorenzo Viviani (Università di Pisa)

I molteplici fenomeni di cambiamento, sul piano sociale, economico, culturale e istituzionale, che hanno investito l’Italia e il mondo intero negli ultimi decenni hanno prodotto molte trasformazioni nei sistemi politici, nel loro insieme e nelle singole parti che li compongono (Parlamenti e Governi, amministrazioni, culture politiche, modelli di partecipazione e di rappresentanza, leadership, media ecc.). In tale contesto, questo workshop si offre come momento di analisi e di discussione su un aspetto specifico delle trasformazioni politiche, quello che riguarda il partito politico. Infatti, la crisi, lo sradicamento e il tramonto del partito politico di massa novecentesco si accompagna al perdurante ed essenziale ruolo che queste organizzazioni politiche tuttora svolgono nella formazione dei governi e, sebbene in misura ridotta rispetto al passato, anche nell’aggregazione del consenso, nel mentre cresce ovunque, in Italia (a livello centrale e locale), in Europa e nell’intero Occidente, la competizione per accaparrarsi un elettorato sempre più instabile e volatile. Inoltre, tale competizione si manifesta sia all’interno dei partiti preesistenti (nomi, simboli, leader, eredità  culturali, politiche, alleanze, tutto è ripetutamente messo in discussione), sia al loro esterno, a seguito della nascita e del successo di nuove formazioni politiche antagoniste di quelle tradizionali, che si fanno portatrici di nuove domande e di nuovi modelli di azione politica e di selezione-formazione della leadership, di comunicazione politica. Senza dimenticare il piano locale, dove nelle elezioni municipali il partito politico nazionale vede sempre più erosa la sua forza a vantaggio di formazioni trasversali e di liste civiche, che a volte nascondono nuove espressioni del clientelismo e del trasformismo politico.

  1. Partecipazione civica, cura delle città e beni comuni

Coordinano: Maria Cristina Marchetti (Università di Roma “Sapienza”) e Andrea Millefiorini (Seconda Università di Napoli)

La “grande crisi” del 2007-2014 ha attivato, come spesso accade durante forti crisi economiche, nuovi comportamenti di consumo. Ma non solo: la crisi ha portato con sé, a causa dell’assottigliarsi dei servizi di welfare e della crescente incuria nelle città (causata anche da un abbassamento dei livelli di cultura civica), nuove risposte da parte di gruppi di cittadini, consistenti in forme, tradizionali o del tutto nuove, di impegno civico, slegate da relazioni dirette con il campo della politica pura, ma pur sempre significative nell’ambito della sfera pubblica cittadina. Aspetti che meritano attenzione da parte della sociologia politica italiana.

Coordinamento scientifico a cura del Direttivo della Sezione: Arianna Montanari, Antonio Costabile, Fabio de Nardis, Giulio Moini, Andrea Pirni, Ettore Recchi, Rossana Sampugnaro.

Coordinamento organizzativo: Andrea Pirni, Luca Raffini.

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