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Società e Stato sono figure tanto stabilmente impresse nella nostra semantica identitaria da aver paradossalmente smarrito la loro vocazione a catalizzare passioni e interessi conoscitivi ben identificabili. Dopo aver colonizzato, strutturato, e infine egemonizzato, il laboratorio dentro il quale la convivenza moderna ha prelevato lo strumentario descrittivo-prescrittivo per la sua messa in forma, la “scienza della società” e la “scienza dello stato” hanno ceduto il posto ad un multiverso di saperi e di poteri di fronte ai quali la Società da una parte e lo Stato dall’altra producono sempre di più l’effetto di meri simulacri, dietro i quali potrebbe aprirsi l’autentica sfida della conoscenza. A fronte di derive tanatologiche che rischiano di relegare definitivamente queste figure nella bacheca dell’impensato, e perciò anche dell’indiscutibile, si è ritenuto opportuno sollecitare l’endiadi Società/Stato puntando sulla carica strutturante della sua tensione interna. Di qui l’idea di mettere in dialogo sociologi del diritto che, a diverso titolo, hanno incontrato la tematica della ‘statualità so-cietaria’, con studiosi di orientamento giuridico che, da una prospettiva storica, politologica o filosofica, indagano il medesimo ambito di problemi.

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