La scomparsa di Sabino Acquaviva

di Segreteria AIS

    Il 29 dicembre del 2015 è scomparso Sabino Acquaviva, sociologo e docente prima presso l’Università di Trento e quindi di Padova, dove ha diretto dal 1985 al 1988 il Dipartimento di Sociologia. Noto per lo studio dei processi di secolarizzazione  del mondo nella società contemporanea, Acquaviva  si è confrontato, nel corso della sua vita accademica, con tematiche che hanno tormentato la società civile italiana negli anni ’70 (i cosiddetti ‘anni di piombo’),  anticipando il tema della crisi del marxismo in Occidente. Con il sociologo tedesco Gottfried Eisermann condusse nel 1980 una ricerca sociologica sul conflitto tra le minoranze etnico-linguistiche in Alto Adige, manifestazione ante litteram della lotta per il riconoscimento delle identità culturali, proponendo una soluzione ‘divisionista’ che fece molto scalpore e non fu accettata né dalla destra né dalla sinistra. Agli inizi del 2000 denunciò la crisi delle istituzioni rappresentative, il declino degli stati nazione, al quale contrappose il rilancio dell’Europa e delle identità locali e regionali.

    L’AIS ricorda Sabino Acquaviva come un sociologo forse scomodo, ma certamente stimolante che ha avuto il merito di assumere posizioni controcorrente, contribuendo a diffondere negli anni ’80-’90 del secolo scorso una sociologia critica,che purtroppo in anni più recenti si è fortemente indebolita.

    Per un approfondimento della figura di Sabino Acquaviva si rinvia al sito ufficiale della Sezione Sociologia della religione.

    Di seguito è possibile scaricare il ricordo inviatoci da Luigi Berzano.