Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le dichiarazioni di autorevoli esponenti di diverse istituzioni italiane in merito alla presunta “nocività” degli Studi di Genere in ambito educativo. Nel rispetto della pluralità dei convincimenti di ciascuna persona, e nella volontà di vivificare un dialogo costruttivo e tollerante fra soggetti istituzionali e facenti parte delle reti sociali (civicness), riteniamo opportuno ribadire alcuni elementi storico-scientifici ed etico-procedurali che esplicitano anche le nostre posizioni, unitamente alla ricca trama di studi e ricerche che li supportano.
Le persone firmatarie di questo comunicato (facenti parte del Consiglio Scientifico e della Sezione AIS-Associazione Italiana di Sociologia “Studi di Genere”) ricordano che studi e teorie di Genere costituiscono parte fondamentale e irrinunciabile della conoscenza prodotta dalle Scienze Umane e Sociali. Studi e ricerche gender-sensitive sono un campo di studi scientifico riconosciuto, affermato e diffuso a livello internazionale (europeo ed extraeuropeo) e non un terreno di propaganda ideologica.
Nei vari contesti di ricerca in cui oggi sono usate, le teorie sul Genere problematizzano l’identità sessuale naturalisticamente intesa, per cui il concetto di Genere vuole indicare che non è la sola biologia a determinare cosa sia una donna oppure un uomo: la società e la cultura (attraverso l’azione di agenzie di socializzazione e istituzioni) influenzano e indirizzano la conformazione dei ruoli maschili e femminili. Si tratta di processi delicati e complessi, sui quali la Sociologia, in particolare, può e deve riflettere. I motivi sono diversi. Certamente l’ampliamento della conoscenza ma anche un’assunzione di responsabilità: il riconoscimento della dimensione di Genere (socialmente costruita), permette di agire (con azione preventiva) sulla costruzione del sistema di diseguaglianze basate sulla differenza sessuale.
Le studiose e gli studiosi delle nostra Sezione AIS – di sensibilità, ideologie e orientamenti molto diversi tra loro – si impegnano quotidianamente su questo terreno, con una prospettiva formativa, interdisciplinare e pluralista che è anche e soprattutto un punto di vista sul mondo sociale. Negare la scientificità degli Studi di Genere significa squalificare una parte molto consistente della ricerca prodotta dalle Scienze Umane.
In conclusione, come donne e uomini facenti parte della Sezione AIS – Studi di Genere invitiamo i/le responsabili delle istituzioni politiche, sociali e religiose del nostro Paese a tenere in considerazione, e a rispettare, i risultati che la ricerca scientifica sul Genere ha
prodotto e ribadiamo che ciò costituisce un insieme di saperi necessari per comprendere il mutamento individuale, famigliare e sociale, l’avvicendamento generazionale e per preparare le nuove generazioni all’incontro con il futuro incoraggiando relazioni educative più attente all’inclusione e alla partecipazione.
10 febbraio 2015

  • Emanuela Abbatecola, Università di Genova
  • Francesco Antonelli, Università Roma Tre
  • Marco Bacio, Università Milano Statale
  • Ignazia Bartholini, Università di Palermo
  • Emanuela Bonini, Università di Genova
  • Elisabetta Cioni, Università di Sassari
  • Fabio Corbisiero, Università di Napoli “Federico II”
  • Alessandra Decataldo, Università Milano Bicocca
  • Maria Francesca Fobert Veutro, Università Kore di Enna
  • Rossella Ghigi, Università di Bologna
  • Mihaela Gavrila, Università Roma Sapienza
  • Mirella Giannini, Università di Napoli “Federico II”
  • Laura Leonardi, Università di Firenze
  • Lia Lombardi, Università Milano Statale
  • Mara Maretti, Università Chieti-Pescara
  • Pietro Maturi, Università di Napoli “Federico II”
  • Antonella Nappi, Università Statale di MIlano
  • Maria Giovanna Onorati, Università della Val d’Aosta
  • Sabrina Perra, Università di Cagliari
  • Gaia Peruzzi, Università Roma Sapienza
  • Simonetta Piccone Stella, Università Roma Sapienza
  • Barbara Poggio, Università di Trento
  • Alessandro Porrovecchio, Université du Littoral Cote d’Opale
  • Maria Letizia Pruna, Università di Cagliari
  • Claudio Riva, Università di Padova
  • Elisa Rossi, Università di Modena e Reggio Emilia
  • Elisabetta Ruspini, Università Milano Bicocca
  • Claudia Santoni, Università di Macerata
  • Maria Antonietta Selvaggio, Università di Salerno
  • Maria Letizia Tanturri, Università di Padova
  • Annalisa Tonarelli, Università di Firenze
  • Luca Toschi, Università Roma Sapienza
  • Giovanna Vingelli, Università della Calabria