Affermare che il pensiero interculturale è il luogo della ‘possibilità’ di costituzione di un dialogo tra le culture e non invece l’ambito della necessaria relazione tra di esse, è l’obiettivo di questo lavoro. Con l’intenzione di ribadire che il rapporto con l’altro non è dato come un a priori, in questo libro la relazione metodologica tra sociologia e filosofia si impegna in una ricerca storico-problematica per disporre e rivedere categorie essenziali come identità, memoria, valore, immaginazione. Con una specifica attenzione alle ricadute epistemologiche, ermeneutiche e pratiche, il libro propone una revisione “dinamica” dei concetti di identità e memoria per una “costruzione” intersoggettiva della realtà quale risulto dell’analisi di dispositivi concettuali imprescindibili.

In particolare, approfondendo in maniera critica L’Immaginazione Sociologica di Charles Wright Mills, l’analisi sociologica esplora i meccanismi di costruzione della realtà e riflette sul proprio statuto epistemologico al fine di inaugurare un’apertura metodologica più flessibile, meno univoca e più dinamica, in grado di affrontare il complesso e mai statico processo sociale di costruzione della “realtà” intersoggettiva.

Nel dedicare ampio spazio al problema del metodo della ricerca negli studi sociali, il libro affronta la questione del generale disorientamento valoriale delle scienze umane. Tale disorientamento, senza prescindere dalla valutazione degli effetti delle trasformazioni geopolitiche in atto, pone le scienze sociali in una condizione di ristrettezza epistemologica. Sociologia e filosofia entrano perciò in campo in maniera complementare per proporre modelli esplicativi e per chiarire la complessità dei rapporti intersoggettivi e interculturali che definiscono gli attuali orizzonti globali delle società contemporanee.