Adunanza del 2 e 3 MAGGIO

Classificazione dei saperi accademici e delle classi di corso di studio: il CUN ha varato un “Parere generale” rivolto al Ministro e illustrato in un testo di 12 pagine, che qui sintetizzo.

L’ANTEFATTO: l’11 gennaio 2018 una nota della Ministra Fedeli chiede al CUN di formulare una proposta  per aggiornare complessivamente: a) le classi di corso di studio; b) l’attuale impianto della classificazione dei saperi, per renderla «meno rigida e più aderente agli attuali sviluppi culturali». Per quest’ultimo aspetto, la nota, fra l’altro, pone l’obiettivo di una «semplificazione drastica»  dei settori scientifico-disciplinari e concorsuali. Infine la nota della Ministra fissa al 30 aprile la scadenza per la formulazione di tale Parere.

L’IMPIANTO COMPLESSIVO del documento del CUN, che espone il Parere e che viene deliberato il 2 maggio,  presenta un “modello generale”: ossia tratteggia solo grandi coordinate, in modo che «possa essere portato al confronto con i soggetti del sistema universitario (…) ed essere poi ulteriormente sviluppato negli aspetti di dettaglio e applicativi». Il documento del CUN si articola in tre punti complementari: 1 – la classificazione dei saperi disciplinari: 2 – le classi di corsi di studio; 3 – il contesto normativo.

  1. LA CLASSIFICAZIONE DEI SAPERI DISCIPLINARI:

Gli obiettivi del nuovo modello sono i seguenti: mantenere la compresenza e l’inscindibilità delle attività didattiche e di ricerca; creare raggruppamenti disciplinari di largo respiro; «riconoscere a tutte le comunità di studio le proprie specificità culturali»; accrescere la sintonia con l’architettura dei saperi a livello internazionale; consentire una maggiore flessibilità nella definizione degli ordinamenti dei corsi di studio; garantire un maggiore dettaglio nell’individuazione dei campi di ricerca di ciascun docente, e che sia facilmente aggiornabile in tempo; caratterizzare in maniera culturalmente appropriata i processi di reclutamento e di progressione di carriera dei docenti, nonché la valutazione della ricerca e dei progetti di ricerca.

– La struttura del modello prevede due «reti di classificazione (…) senza relazioni gerarchiche fra le due»:

1.1. La prima “rete” è il raggruppamento disciplinare,  destinato soprattutto all’inquadramento dei docenti e alle articolazioni disciplinari della didattica.  Più in particolare, esso costituisce il riferimento primario in molteplici ambiti: l’ASN; il reclutamento presso gli Atenei; la definizione degli ambiti disciplinari nelle classi di corsi di studio; l’individuazione dei docenti di riferimento nella procedure di accreditamento dei corsi di studio; la costituzione dei dipartimenti e dei collegi di dottorato; le condizioni di accesso ai concorsi per l’insegnamento secondario. Inoltre «potranno essere costituiti raggruppamenti disciplinari che prevedano l’afferenza di docenti appartenenti ad aree CUN diverse».

Ogni raggruppamento sarà identificato da un nome, una sigla, una declaratoria e da uno o più profili, ciascuno identificato da una denominazione. Uno stesso docente potrà chiedere di riferirsi a profili diversi a seconda dello specifico utilizzo, quindi il profilo non sarà uno dei parametri d’inquadramento stabili.

I profili faranno riferimento all’attività di ricerca e a specificità culturali interne al raggruppamento disciplinare; essi potranno essere utilizzati nelle procedure locali di reclutamento e progressione di carriera, nonché nella definizione degli obiettivi formativi specifici degli ordinamenti dei singoli corsi di studio.

Il Parere del CUN non indica alcuna definizione precisa di una soglia numerica per la costituzione di un raggruppamento,  ma si limita a formulare un’ipotesi specifica: «Qualora la consistenza numerica di un raggruppamento disciplinare non garantisca con ragionevole certezza la possibilità di costituire le commissioni per l’ASN, saranno indicati, unicamente a questo fine, uno o più raggruppamenti disciplinari ad esso collegati in base alla coerenza culturale dei saperi che vi trovano collocazione».

1.2. La seconda “rete” è costituita dai domini di ricerca, destinati esclusivamente a classificare e descrivere le attività di ricerca (valutazione della ricerca e dei progetti). I domini potranno essere anche trasversali alle aree disciplinari e saranno organizzati in tassonomie e parole-chiave, rappresentative delle specificità culturali di ciascuna comunità di studio (in modo che ogni docente individui quelle più corrispondenti alla propria attività di ricerca e alla comunità di riferimento).

Per la definizione delle tassonomie il CUN auspica un fattivo confronto con gli attori istituzionali e con le comunità scientifiche.

L’elenco delle parole-chiave sarà definito dal CUN e da altri soggetti istituzionali competenti, e dovrà essere periodicamente aggiornato. Le parole chiave che ciascun docente indicherà potranno appartenere anche a domini differenti, in modo da evidenziare attività di ricerca interdisciplinari.

  1. LE CLASSI DI CORSI DI STUDIO:

Anche se il CUN richiede una revisione complessiva delle classi di corsi di studio, «non intende proporre una riforma del sistema di formazione universitaria e – prosegue il CUN − non è neppure necessario intervenire sul DM 270/2004; è infatti sufficiente effettuare un intervento di manutenzione e di aggiornamento dei decreti di istituzione delle classi di corso di studio» che persegua varie finalità, fra cui cito le seguenti: aggiornare gli obiettivi culturali; aggiornare gli sbocchi professionali delle classi in base all’evoluzione del mondo del lavoro; introdurre alcune nuove classi rispondenti alle richieste della cultura e della società contemporanee; aumentare la flessibilità nella costruzione dei corsi di studio all’interno delle classi; facilitare la creazione di percorsi internazionali.

Seguono proposte tecniche alquanto dettagliate.

  1. IL CONTESTO NORMATIVO:

L’insieme di queste proposte (vedi punti 1 e 2) implica coerenti interventi di livello legislativo e regolamentare, per un necessario adeguamento e coordinamento. Il documento del CUN individua i diversi livelli di intervento auspicabile. Ad esempio, l’introduzione del raggruppamento disciplinare (vedi § 1.1)  comporterà il ripensamento profondo dei meccanismo di determinazione e uso dei parametri e dei criteri di valutazione per l’ASN, «con specifico riferimento al significato dei “valori soglia” degli indicatori che devono essere raggiunti per conseguire l’abilitazione e all’inderogabilità del loro raggiungimento attualmente prevista, ampliando lo spazio di valutazione rimesso alle Commissioni anche nel rispetto delle caratteristiche specifiche degli eventuali profili del raggruppamento».

Il documento del CUN termina con un un’ultima indicazione: gli interventi proposti dovrebbero costituire anche l’occasione «per una semplificazione delle discipline che regolano il funzionamento e l’organizzazione del sistema universitario e per un conseguente alleggerimento del carico regolatorio che oggi grava sulle autonomie universitarie».

Testo integrale: https://www.cun.it/uploads/6806/PAREREGENERALECUNSAPERIEOFFERTAFORMATIVA.pdf?v=

IMPORTANTE! Presentazione pubblica e discussione sul Parere del CUN: il 29 maggio 2018 si terrà la presentazione del Parere CUN in merito alla razionalizzazione del sistema di classificazione dei saperi accademici e alla flessibilizzazione dell’offerta formativa. L’incontro si svolgerà presso la Sala Comunicazione del MIUR, Viale Trastevere, con inizio alle ore 14.00 circa (potrò essere più preciso in seguito).

Parteciperanno: Carla Barbati Presidente CUN) , Marco Mancini (Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, MIUR),  Gaetano Manfredi (Presidente CRUI), , Paolo Miccoli (Presidente ANVUR),  Andrea Lenzi (Presidente CNGR). La giornata è rivolta particolarmente ai rappresentanti delle Comunità Scientifiche, secondo quanto prevede il  percorso annunciato nello stesso Parere.

ALTRE NOTIZIE

Condizioni di ingresso e soggiorno per motivi di ricerca, studio, programmi di scambio etc.: In via definitiva il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 8 maggio 2018 il decreto legislativo che, in attuazione della direttiva UE 2016/81, introduce anche nel nostro ordinamento una disciplina speciale, ovvero di facilitazione, per l’ingresso e il soggiorno di cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alcuni progetti educativi.

Le istanze per un trattamento differenziato dell’ingresso e del soggiorno nel nostro Paese da parte di cittadini non UE, quando motivato da ragioni di studio e di ricerca, furono oggetto di una richiesta del CUN, formulata due anni prima dell’adozione della direttiva UE, nell’ambito delle proposte per il cd. “Semplifica Università”.