neil_smelser_8x10-72_dpiIl 2 ottobre è morto all’età di 87 anni Neil Smelser, uno dei maggiori sociologi contemporanei. La sua vita di scienziato sociale, professore universitario e organizzatore di cultura è stata straordinariamente attiva e  influente. ‘Ragazzo prodigio’ alla Harvard Graduate School  dove, studente del primo anno, scrisse insieme a Talcott Parsons (allora indiscutibilmente la figura egemone della sociologia nord-americana) Economy and Society (un’opera che propone una sintesi affascinante tra teoria economica e teoria sociologica), perfezionò  i suoli studi a Oxford e condusse una celebre ricerca sui rapporti tra famiglia e lavoro industriale (pubblicata nel libro Social change in the industrial revolution,1959). Nella sua lunga e operosa carriera accademica (che si svolse in gran parte, dal 1958 al 1994, a Berkeley) Smelser ha pubblicato una serie di opere di grande interesse teorico e metodologico (in gran parte tradotte in italiano)tra cui: La teoria  del comportamento collettivo,1962 (un’approccio teorico innovativo allo studio dei movimenti collettivi), La sociologia della vita economica, 1963 (che delinea sinteticamente metodo, contenuto  e linee di ricerca della Sociologia economica), La comparazione nelle scienze sociali, 1982(che discute lucidamente una questione metodologica fondamentale),il magistrale Manuale di sociologia,1988 ( frutto di decenni di insegnamento universitario), The social edges of psychoanalysis,1998(che testimonia la sua grande capacità di integrare paradigmi disciplinari diversi), Handbook of economic sociology,2005 (un’ampia antologia dello stato dell’arte di questa disciplina), Reflections on the University of California,2010 (sulle trasformazioni di questo sistema universitario dal ‘free speech movement’ a università globale’ e Usable social science, 2012 (sul ruolo pubblico della sociologia).

Nel corso di una lunga amicizia con Neil, iniziata durante i miei studi a Berkeley e consolidata nel lavoro comune  per l’International Encyclopedia of the Social Sciences, l’antologia Economy and Society(edizione italiana Sociologia economica) e le attività della International Sociological Association, ho avuto modo di apprezzarlo vivamente per l’ampiezza dei suoi interessi scientifici, la profondità  della sua immaginazione sociologica, l’impegno generoso a favore della società aperta e della libertà scientifica. Tre aspetti della sua personalità vanno ricordati in particolare, oltre al valore del suo contributo scientifico: la sua apertura al dialogo e al confronto e il suo costante impegno a favore della collaborazione interdisciplinare, in un’epoca di crescente frammentazione del sapere e di idiosincratiche contrapposizioni tra scuole e paradigmi alternativi; la sua generosa disponibilità, attenzione, sostegno nei confronti degli studenti che ne hanno fatto il mentore di un’ampia schiera di allievi; la grande energia e competenza da lui dimostrate nella riforma delle istituzioni accademiche, in particolare dell’Università di California e nell’affermazione della priorità della ricerca e della formazione superiore nell’agenda politica dei governi.

Neil Smelser è stato per me e per molti altri un grande scienziato sociale, un saggio collega e un gentile amico, un esempio del weberiano lavoro intellettuale come vocazione.  E’ auspicabile che nella ‘settimana della Sociologia’ che si tiene negli atenei italiani dal 13 al 20 ottobre sia adeguatamente commemorato.

Alberto Martinelli