Workshop della sezione Processi e Istituzioni Culturali dell’AIS

Nell’occasione del X Convegno AIS su “La qualità del sapere sociologico”
 

Il concetto di mediatizzazione può essere un utile passpartout per guardare al panorama dei media oggi, e al loro ruolo nella società italiana. Non a caso questo concetto è stato posto al centro del recente Forward Look della European Science Foundation, e costituirà – nelle intenzioni di questo importante organismo – il fulcro della ricerca continentale sui media e la comunicazione.

Cosa si intende esattamente con mediatizzazione? In primo luogo – anche per omofonia – il termine rimanda all’idea di mediazione, ossia a quel complesso ruolo di avvicinamento/distanziamento che i media esercitano da sempre nelle società cui appartengono. Da almeno trent’anni è in corso il processo di digitalizzazione, e da una decina stiamo assistendo a una serie di microrivoluzioni: nello hardware, con la crescente “mobilizzazione” degli strumenti, fino ai tablet e agli smartphone; e nei sistemi e nelle interfacce, con i social media nelle loro varie forme. Il cambiamento nel panorama mediatico tuttavia aggiunge al tradizionale ruolo di mediazione un processo diverso, che vede i media – a ogni livello e in ogni frangente – costituire una potenziale interfaccia fra individui e gruppi,  fra uomo e mondo, fra cittadino e società, con conseguenze ancora non del tutto esplorate.

In secondo luogo il tema della mediatizzazione riguarda anche la questione cruciale delle rappresentazioni del mondo che i media sono in grado di fornire, siano esse da interpretare come immaginari, come simulacri, o più modestamente come modellamenti sociali dell’esperienza, in cui le tecnologie giocano un ruolo crescente. Qui è in gioco il ruolo essenziale della cultura e il suo rapporto con la tecnica, senza sottovalutare la questione cruciale dell’ideologia nella sua più compiuta forma attuale: quel neoliberismo che – associato alle utopie tecnologiche – continua a plasmare le idee di futuro, pur scontrandosi con crescenti resistenze e con l’evidenza della propria crisi.

Infine, il termine mediatizzazione rimanda a quella ingegneria sociale delle relazioni – soprattutto attiva nei social media – che vede da un lato lo sviluppo di una nuova industria culturale del tutto inedita, il cui scopo è il controllo dei dati e delle informazioni sui comportamenti degli utenti; dall’altro lo sviluppo negli utenti di professionalità e linguaggi una volta appannaggio dell’industria, con quella che è stata definita l’imprenditorializzazione della vita sociale degli individui, con una commistione crescente fra attività lavorative e di divertimento (il cosiddetto playbor: play + labor).

Il workshop “Società italiana e processi di mediatizzazione. Scenari e metodologie di ricerca”, organizzato dalla sezione Processi e Istituzioni Culturali, nell’ambito del convegno AIS  “La qualità del sapere sociologico” (Firenze, 10/11/12 ottobre 2013), intende discutere sui processi appena descritti. Saranno vagliate proposte pertinenti, soprattutto nella forma dell’intervento breve (10-15 minuti), per avere la possibilità di dar vita a una discussione collettiva. È richiesto un breve abstract (1500 battute) che illustri il focus dell’intervento e lo connetta al tema indicato in questa call.

Le proposte devono pervenire entro e non oltre il 20 agosto 2013 all’indirizzo picais.mail @ gmail.com.

L’accettazione del lavoro verrà comunicata all’autore entro il 15 settembre 2013.