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I sistemi di welfare contemporanei si caratterizzano per il tentativo di mettere a sistema in maniera sinergica l’insieme delle risorse presenti e attive in un determinato territorio o sfera di intervento, al fine di massimizzare l’impatto delle politiche pubbliche sul benessere collettivo. Una risorsa importante presente nei singoli territori come pure a livello di sistema paese è costituita dalle università.

In questo quadro, e pure in ragione di una più articolata fase di ridefinizione del ruolo della ricerca e dell’insegnamento superiore nelle società contemporanee, è riemersa la rilevanza della cosiddetta “terza missione” delle università. Si tratta di una nozione non nuova che si riferisce ai rapporti che le università intrattengono con altre sfere della vita associata, svolgendo un ruolo direttamente attivo nei processi di sviluppo sociale ed economico, oltre che culturale.

Tra le attività di terza missione ve ne sono alcune che si distinguono per una immediata rilevanza economica, come quelle del trasferimento tecnologico, dei brevetti, o, ancora, la creazione di spin-off. Ma vi sono anche attività più orientate ad incidere prioritariamente su dimensioni sociali, politiche e culturali, e che sono spesso caratterizzate da alti tassi di partecipazione dei cittadini, sono orientate al rafforzamento del ruolo civico delle università, e di norma sono basate su principi di solidarietà e reciprocità. E numerose sono le attività che si basano su una fitta trama di relazioni con attori pubblici, privati e del privato sociale che richiedono un intenso lavorio, spesso poco visibile e scarsamente apprezzato, ma essenziale per la produzione di valore sociale diffuso e di politiche basate sulla ricerca.

Si tratta di esperienze che si coniugano con ricerca o didattica e che sono orientate a massimizzare l‘impatto sociale attraverso forme diverse di cooperazione e partenariato con altri settori della società per il benessere collettivo. Una prospettiva che rientra sempre più nell’orizzonte delle scelte strategiche delle istituzioni, così come negli orientamenti di governo dei sistemi di ricerca e istituzione superiore nelle sue diverse articolazioni: locale, regionale, nazionale, internazionale.

Questa tendenza è variamente definita, a seconda delle peculiari declinazioni che ha assunto nelle esperienze concrete, spesso facendo ricorso a termini di matrice anglosassone, pure se esperienze di rilievo si hanno in diverse parti del mondo. Si diffondono così nel vocabolario corrente del mondo accademico espressioni come “public engagement”, “community engagement”, “civic university”, o termini più omnicomprensivi come “outreach” che hanno corrispettivi più o meno diretti nello spagnolo “extensión” e nel portoghese “extensão”, i quali rimandano alle esperienze pioneristiche e ormai consolidate dell’America Latina.

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