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La famiglia è l’ambito di vita associata in cui storicamente la differenza di genere appare “costitutiva” e talmente ovvia da non essere stata problematizzata per lungo tempo. Fino agli anni Settanta del Novecento la sociologia ha ritenuto matrimonio e filiazione i presupposti della formazione della famiglia, fondata sul legame eterosessuale tra donna e uomo che – in base a una rigida separazione dei ruoli – assumono e condividono responsabilità, lavori di cura, attività domestiche, genitorialità. L’irrompere del femminismo sulla scena sociale e culturale ha successivamente condotto alla femminilizzazione della famiglia alimentando l’idea di un “iperpotere” della moglie-madre. Dal “ripensamento femminista” della famiglia (Thorne, 1984) fino agli studi sulle “unthinkable families” (Zambrano, 2006), come quelle arcobaleno, la prospettiva sulla famiglia cambia nel tempo e con essa anche la lettura sul genere. Su queste differenze si innestano oggi, soprattutto nei paesi più progrediti, i mutamenti prodotti da processi di tipo sia demografico sia culturale. La diminuzione della nuzialità e della fecondità, la posticipazione dell’età di uscita dei giovani dalla famiglia di origine, con conseguente innalzamento dell’età per l’unione, con o senza matrimonio, insieme all’aumento delle separazioni e dei divorzi favoriscono l’emergere di un nuovo concetto di famiglia che la sociologia declina al plurale: le famiglie monogenitoriali, le convivenze, le famiglie LGBT, quelle ricostituite o allargate…

I legami familiari contemporanei sono sempre meno “autoevidenti” e la cosiddetta “parentela pratica” (Weber, 2013) è sempre meno tenace. Contesti relazionali influenzati anche da una generale diminuzione dei matrimoni, soprattutto quelli religiosi, dall’aumento dell’instabilità coniugale, insieme alla fine dell’idea del matrimonio come obiettivo primario dei giovani-adulti. Fattori che rendono più complessa la scelta del vivere insieme “sotto lo stesso tetto” (Barbagli, 1984). Al graduale declino del matrimonio religioso corrisponde l’aumento del numero di coppie di fatto e delle unioni civili, nonché le convivenze eterosessuali ed omossessuali, sulle quali non è ancora disponibile una stima attendibile. I dati rilevano che una donna su tre vive con il proprio partner senza nessuna formalità civile e/o religiosa e, soprattutto, che nelle famiglie monogenitoriali, un terzo di quelle totali, per più dell’86% il genitore è donna (Istat, 2018).

L’instabilità lavorativa ed economica delle nuove generazioni, inoltre, non consente loro di contare sulla sicurezza del reddito necessario per sostenere una famiglia rendendo il loro senso di futuro piuttosto limitato: la forma spuria della convivenza, che riduce i costi ed elimina gli impegni, diventa quella più “naturale”. In questa rappresentazione delle relazioni i figli fanno parte di un altro progetto della coppia e per questo anche in Italia un figlio su tre nasce fuori dal matrimonio (28% del totale) (Eurostat, 2018). Infine, anche nei nuovi contesti familiari non sembrano essere superate le asimmetrie di genere rispetto agli impegni familiari e alle problematiche riguardanti la conciliazione lavoro-famiglia: le donne sembrano essere ancora essenziali alla tenuta del nucleo familiare.

Obiettivo di questo convegno è quello di esplorare i “punti ciechi” della sociologia di genere, con un ampio sguardo sulle relazioni familiari in tutte le loro forme (collaterali, per matrimonio, lignaggio, estese, non standard ecc.), le persistenti asimmetrie di genere che le caratterizzano e le trasformazioni in atto. Si vogliono riunire i contributi degli studios* tenendo in considerazione una o più delle seguenti tematiche:

 

Le piste analitiche/I panel

Ruoli di genere e vita familiare

  • Analisi comparativa delle forme familiari
  • Genitorialità a confronto
  • Famiglia e vita intima
  • Ruoli maschili e femminili
  • Separazioni/Divorzi/Conflitti/Post-divorzio

 

Genere e scelte riproduttive

  • Disuguaglianze di genere e natalità
  • Nuove forme di maternità e la paternità
  • Corpi, fertilità, infertilità e tecnologie riproduttive
  • GPA/Surrogazione

Diseguaglianze di genere nel lavoro e nelle politiche di work-life balance

  • Lavoro femminile e natalità
  • Politiche di conciliazione famiglie e lavoro
  • Bilanci e planning familiari

Famiglie LGBT+

  • Genitorialità post separazione/divorzio
  • Madri lesbiche, padri gay, transgenitorialità e i loro figli
  • Genitorialità “allargate” e reti sociali
  • Associazionismo e movimentismo omogenitoriale

 

Forme familiari plurali e rappresentazioni mediatiche

  • Forme familiari e social media
  • Relazioni di coppia e mezzi di comunicazione
  • Testi e immagini della violenza di genere veicolati nella cultura popolare (arte, cinema, letteratura, fotografia, social media…)

 

Violenza oltre le relazioni intime

  • Violenza e rappresentazioni simboliche
  • Violenza assistita e vittime della violenza familiare
  • Protezione, prevenzione e vittimizzazione secondaria
  • Violenza migratoria e riduzioni in schiavitù
  • Donne e uomini nei teatri della violenza (abitazioni, tribunali, strade, guerre, scuole…)

 

I nuovi orizzonti della ricerca sulle relazioni di genere e familiari

  • Migrazioni familiari
  • Disuguaglianze di genere nel mondo della cura
  • Solidarietà intergenerazionale
  • Relazioni post-adozioni e affido familiare

 

Relazioni intime e di genere

  • Sessualità e vita amorosa
  • Trasformazione della mascolinità
  • Sesso a pagamento e relazioni intime
  • Cybersex, pornografia e industria del sesso

 

Informazioni relative agli Abstracts

Le proposte di abstracts, in lingua italiana o inglese, dovranno essere della lunghezza minima di 400 e massima di 600 parole (bibliografia esclusa). Gli abstracts, selezionati dal Comitato Scientifico, saranno presentati in sessioni parallele sotto forma di relazioni orali o di poster, secondo il giudizio dei/delle referees. Ogni Autrice/Autore può presentare un solo abstract.

 

Gli abstracts selezionati dovranno:

  • fornire una metodologia chiara e delineare quali sono gli obiettivi, il valore aggiunto e i risultati attesi della comunicazione;
  • migliorare la comprensione del tema e la capacità di indagine e di ricerca;
  • eventualmente, fornire un’opportunità di lavoro congiunto (peer-learning e / o coaching) su dimensioni tematiche specifiche.

 

Gli abstracts dovranno indicare chiaramente:

  • Autore/i (cognome e nome) e titolo della relazione;
  • Istituzione o ente di appartenenza;
  • Principali riferimenti bibliografici;
  • Tre parole chiave;
  • Indirizzo e-mail per la corrispondenza.

 

Pubblicazione delle comunicazioni

Entro il termine del convegno il Comitato Scientifico selezionerà le 5 comunicazioni più innovative chiedendo alle/agli autrici/autori un contributo, sotto forma di paper lungo, per una pubblicazione peer-reviewed nelle riviste selezionate.

 

Scadenze

Gli abstracts dovranno essere inviati esclusivamente via e-mail alla cortese attenzione dei componenti del Comitato Organizzatore entro il giorno 11 ottobre 2019 al seguente indirizzo di posta elettronica: genere@ais-sociologia.it

 

Iscrizione al Convegno

 

Autrici/ori dei contributi selezionati per la comunicazione al Convegno dovranno regolarizzare la propria posizione come socia/o della “Sezione AIS – Studi di genere” per l’anno 2020 (https://www.ais-sociologia.it/associazione/area-soci/come-diventare-soci/) e versare entro il 31.01.2020 la quota di iscrizione al Convegno con la dicitura: “Convegno Genere”, tramite due distinte operazioni, entrambe attraverso il codice bancario IBAN: IT94D0200803444000400850394UNICREDIT sulla base del seguente prospetto:

 

70 €: per il personale accademico (strutturato) e per le/i professioniste/i;

35 €: per dottorande/i di ricerca con borsa, assegniste/i;

gratis: precarie/i della ricerca, studentesse/studenti, dottorande/i senza borsa, studentesse/studenti, personale UNIPG e del Comune di Narni.

 

Per coloro che al momento della iscrizione al Convegno sono regolarmente iscritti all’AIS è prevista una riduzione della quota di iscrizione del 20%.

La quota d’iscrizione al Convegno include tutti i materiali del convegno, i coffee break e i light lunch.

La cena sociale avrà luogo venerdì 27 marzo al costo (aggiuntivo rispetto alla quota di iscrizione al Convegno) di 20 euro a persona (da prenotare al momento dell’iscrizione).

 

Comitato Scientifico

Enrica Amaturo, Francesco Antonelli, Marco Bacio, Fabio Corbisiero, Fiorenza Deriu, Maria Caterina Federici, Silvia Fornari, Mariella Nocenzi, Maria Lucia Piga, Elisabetta Ruspini, Anna Maria Zaccaria.

 

Comitato Organizzatore

Uliano Conti, Vanessa Corallino, Sabina Curti (componente segreteria Sede di Narni: cdl-triennale.investigazioneesicurezza @ unipg.it).