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In occasione della mid-term conference dell’AIS che si terrà a Catania nei giorni 4-5-6 ottobre 2018, la Sezione di Sociologia della Religione lancia una Call for Papers per la sessione da noi organizzata dal titolo “Europa e religioni: dinamiche sociali, politiche ed economiche tra pace, guerre e autonomizzazione”.

Dal Trattato di Roma del 1957 che istituì la Comunità Economica Europea (CEE) e avviò il processo di integrazione europea tuttora in atto, le società del Vecchio Continente hanno subito un rapido e apparentemente irreversibile processo di laicizzazione. Tale laicizzazione dell’Europa è un fatto sociale innegabile. Una maggioranza crescente della popolazione europea ha smesso di partecipare, almeno regolarmente, alle pratiche religiose pur mantenendo ancora un livello relativamente alto di credo religioso individuale e privato. Molti europei, anche nei paesi più laici, si identificano come religiosi, evidenziando un’implicita, diffusa e sommersa identità culturale religiosa.

La carta socio-religiosa dell’Europa sta gradualmente mutando: da continente a maggioranza cristiana, l’Europa sta diventando una società caratterizzata da una diversità religiosa molto articolata e, per alcuni versi, inedita. Leggere la nuova mappa delle fedi religiose in Europa non è facile. I mutamenti nella composizione delle nostre società non sono un fenomeno transitorio e reversibile, ma un dato di fatto che è andato negli anni radicandosi e che ha inevitabilmente ridefinito il nostro Paese e l’Europa intera in senso sempre più multiculturale e multireligioso. Inoltre, i processi di deistituzionalizzazione e di soggettivizzazione che caratterizzano la società in epoca di globalizzazione rendono ancora più complesso questo panorama in cui la sete di spiritualità, prima ancora che di religione, viene colmata da scelte personali e da adesioni a orizzonti di significato plurimi. In questa ricerca di senso assolutamente autonoma e personale si delineano Lifestyles vari, come insieme di pratiche condivise e finalizzate a trovare appartenenza e condivisione di un cosmo simbolico cui fare riferimento.

Con questa realtà le democrazie debbono necessariamente trovare il modo di confrontarsi, dato che lo scenario europeo si caratterizza sempre più per la presenza di spinte contrapposte e oscillanti tra il riconoscimento delle crescenti istanze identitarie dei singoli e la volontà di mantenere inalterati i tratti caratteristici dell’identità costituzionale degli Stati, anche in tema di disciplina dell’esperienza religiosa e di rapporti con le confessioni religiose.

Ci si chiede, dunque, quale sia il rapporto tra l’Europa del XXI secolo, in cui insoddisfazione e protesta si sono rapidamente diffuse a tutti gli ambiti della vita sociale, andando a rimettere in discussione l’idea stessa di Europa e i suoi valori fondanti, e le religioni. Ci si interroga sulle interazioni, sulle sfide e sugli effetti dell’Europa delle religioni e delle religioni in Europa tra dinamiche sociali, politiche ed economiche, pace, guerre e spinte all’autonomizzazione.

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