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Udire le voci: il movimento internazionale degli uditori di voci. Esperienze a confronto questo il primo evento organizzato dal Dipartimento “Culture, politica e società” dell’Università di Torino nell’ambito della tre giorni (16, 17 e 18 ottobre) dedicata alle strategie di fronteggiamento del male mentale. Nell’ambito del Convegno saranno messe a confronto alcune esperienze nazionali e internazionali di fronteggiamento del male mentale. Accanto alla risposta demedicalizzante degli Uditori di voci (https://www.youtube.com/watch?v=qLXjpQsOZx8), verranno considerati l’approccio finlandese del Dialogo Aperto, le strategie – convenzionali e no-restraint – di gestione della crisi nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e il tema della dismissione dei farmaci. L’approccio del Dialogo Aperto (Jakko Seikkula https://www.youtube.com/watch?v=Ph212sLDQd0) prevede un sistema di trattamento delle prime crisi psichiatriche mediante incontri domiciliari, condotti da équipe multi-professionali, al coinvolgimento della famiglia e della rete sociale del paziente. Con la chiusura dei manicomi, seguita alla Legge Basaglia, le acuzie psichiatriche vengono affrontate in piccoli reparti ospedalieri, diversi in ragione del ricorso a misure coercitive, prima fra tutte la contenzione fisica. Sui temi della coercizione in psichiatria verrà sviluppato un dialogo – non ideologico – fra chi opera nei servizi. Numerosi studi indipendenti, resi noti dall’indagine del giornalista scientifico Robert Whitaker (https://www.youtube.com/watch?v=Hj_xaGzVzxc), documentano le conseguenze negative per la salute di un uso prolungato degli psicofarmaci. Muovendo da questa premessa, il convegno discuterà il tema della riduzione e dismissione dei farmaci. Il convegno si chiuderà con le voci delle associazioni piemontesi di base di familiari e utenti che presenteranno le loro attività e prenderanno posizione intorno ai temi del convegno.

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