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La rappresentazione contemporanea della città storica è da sempre legata agli immaginari mediali, terreno di cultura “comune” grazie all’universalità dei linguaggi visivi (il cinema) e alla trasversalità dei linguaggi digitali (i digital media, personali, interconnessi).

I media “servono” a ricordare ma anche ad inventare, sono mezzi di raffigurazione per la nostra storia ma anche di costruzione del domani che ci immaginiamo, hanno la funzione di consolidare ed elaborare la memoria delle comunità e di costruire o preservare l’identità locale delle città, sono un terreno di creatività collettiva che può connettere il passato con il futuro.

Da un lato il cinema, luogo delle grandi narrazioni. In molti film di finzione e in quelli documentari, la città non è semplice scenario alle storie narrate, ma è co-protagonista. Città, intese come spazi costruiti, piccoli o grandi, in cui gli uomini sono testimoni di una storia recente o antica. In cui si afferma la volontà di convivere, di coabitare, di condividere, di affrontarsi e confrontarsi. Siano borghi o metropoli, quartieri, periferie o ghetto, le città del cinema (e della realtà) influiscono sui comportamenti sociali, fanno affiorare storie, miserie, sentimenti, scontri, attese, illusioni, speranze, volontà di riscatto…

Dall’altro lato il digitale interattivo che prende forma nelle app che connettono persone e luoghi urbani e in cui la città è luogo da agire e “performare” per accedere a servizi, fruire cultura, agire la propria cittadinanza. Il digitale, infine, spinge il cinema fuori dal cinema, e lo espande integrandolo nelle architetture urbane: video mapping, mobile art, urban screens definiscono oggi la spettacolarizzazione delle grandi città.

Dunque due linguaggi visivi per due narrazioni diverse. Diverse anche nel consumo. Ma la dimensione visiva non le rende in qualche modo integrabili?

A tutto questo come reagiscono le città? Nell’era dell’interazione digitale dove tutto acquisisce una dimensione esperienziale il sistema dei piccoli centri urbani storicamente stratificati e delle comunità resilienti come si rapporta con la comunicazione e la rappresentazione di se stessa?

Quali città raccontano i media? La dimensione locale o la città globale? Utilizzano mezzi differenti? Le metropoli si raccontano con le app e il digitale e la dimensione locale con il cinema e il documentario?

La sessione vuole ragionare su questi ed altri quesiti che oggi costituiscono tema di dibattito e confronto pubblico, attraverso esperienze, progetti, casi studio che illustrino il mondo dei media in rapporto ai contesti urbani, di diversa scala ed entità, in un dialogo aperto tra realtà di minore e maggiore scala, locali e globali.

In particolare la sessione accoglie contributi su:

– Progetti creativi (cinema, app, mobile art, …) focalizzati sulla dinamica locale-globale, passato-futuro delle città.

– Analisi di racconti delle città e dei piccoli centri attraverso i media.

– Esperienze di recupero della memoria: territorialità e storie di comunità attraverso il racconto visivo.

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