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In ambito valutativo, i sociologi dell’educazione negli ultimi anni hanno dovuto sempre più rispondere a esigenze di natura rendicontativa rispetto alle azioni di contrasto alla povertà educativa nella scuola e nei servizi extrascolastici. Cosa si chiede, in specifico, ai sociologi dell’educazione? Essi si trovano per lo più a mettere a disposizione competenze metodologiche e interpretative che confermino, oppure mettano in discussione, le scelte sia dei committenti sia degli attuatori, in termini di obiettivi da raggiungere in svariati contesti, tra loro anche profondamente diversi. La sessione intende mettere a tema il dialogo tra le diverse domande dei committenti, degli attuatori, e dei beneficiari di politiche e interventi contro la povertà educativa. Tale dialogo può essere portatore di un reale miglioramento dei disegni di ricerca valutativa, soprattutto se è in grado di produrre “nuove domande interpretative” (Stern, 2016) nel corso del processo.

Ci si chiede dunque: quali competenze i sociologi dell’educazione possono mettere in campo per dare un contributo interpretativo alla lettura degli effetti di progetti e interventi contro la povertà educativa? Come possono ben rappresentare le profonde differenze tra i contesti di attuazione all’interno di un frame valutativo che esige elementi di sintesi e di oggettività? Come si rapportano alle altre professionalità presenti nel processo valutativo? Quali sono le aspettative degli interlocutori nei loro confronti?

La sessione si apre con una tavola rotonda tra committenti, ricercatori e valutatori indipendenti e si concluderà con un dibattito aperto ai soggetti attuatori, ai rappresentanti delle scuole e dei servizi educativi e ai sociologi dell’educazione impegnati nella valutazione.

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