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A cura di Veronica Redini & Francesca Alice Vianello (Università di Padova) 

Le migrazioni internazionali sono notoriamente composte prevalentemente da individui sani. Tuttavia, lungo il percorso migratorio la loro salute spesso si impoverisce per via dell’esposizione a molteplici fattori di rischio sia durante il viaggio sia una volta giunti nel paese di destinazione. Gli studi a disposizione mettono in luce che le donne e gli uomini migranti sono più vulnerabili dei nativi nei confronti delle malattie infettive, delle patologie legate al lavoro e dei problemi di salute mentale e riproduttiva (Rechel et al. 2011). Tra le cause di tali diseguaglianze di salute vi sono le pessime condizioni di vita e lavoro, i traumi legati alla migrazione (Beneduce 2010) e le difficoltà nell’accesso e utilizzo del sistema sanitario (Quaranta, Ricca 2012; Terraneo, Tognetti Bordogna 2018). Molteplici processi e fattori sociali (povertà, razzismo, discriminazione) entrano in gioco nell’esposizione alla malattia e nella possibilità di fronteggiarla.

All’interno di questo scenario, per comprendere i meccanismi che determinano la distribuzione diseguale della salute (Diderichsen, Evans, Whitehead 2001) è necessario superare la mera distinzione tra nativi e migranti, per approfondire le problematiche che interessano diverse categorie sociali. Genere, età, occupazione e status legale sono alcuni degli assi attorno ai quali prende forma la sofferenza sociale (Kleinman, Das, Lock 1997) e si sviluppano differentemente le problematiche di salute. Questi infatti entrano in rapporto in maniera diversa con le macro-condizioni economiche (programmi di aggiustamento strutturale, deregolamentazione dei sistemi di salute pubblica, diffusione di mercati della salute), sociali, culturali ed ambientali. Ad esempio, recenti studi esaminano come varia la salute percepita tra i migranti che stanno invecchiando nei paesi di destinazione, ipotizzando alcune determinanti di tali differenze di salute (Lanari, Bussini 2012; Cela, Barbiano di Belgiojoso 2019).

Un importante aspetto dell’analisi sono inoltre le conseguenze sociali della malattia, cioè come le condizioni di salute a loro volta si ripercuotono sullo status sociale degli individui producendo una catena tra lo stato di salute e l’impoverimento. Individuare questo nesso significa riconoscere non solo come i principali fattori di rischio sono dovuti a processi socioeconomici connessi ai livelli di reddito e di istruzione, ma anche evidenziare come le carenti condizioni di salute rendono ulteriormente vulnerabili gli individui e le loro famiglie sul piano socio-economico. Gli effetti di questo circuito sono alla base dell’alta probabilità che i gruppi a basso reddito siano esposti contemporaneamente a più fattori di rischio che si rinforzano a vicenda.

Oltre all’analisi dei meccanismi storico-politici che contribuiscono a produrre e riprodurre diseguaglianze nella distribuzione della salute, un altro ambito di ricerca riguarda la relazione tra le dinamiche sociali e i processi simbolici ossia le modalità attraverso cui l’esperienza sociale della malattia viene culturalmente elaborata nel vissuto dei e delle migranti. Le diverse definizioni di benessere, malessere, corpo, mente, cura e malattia di cui essi sono portatori subiscono inevitabilmente delle trasformazioni nel corso della migrazione. Il significato che gli individui attribuiscono al proprio malessere e la capacità di azione che essi esercitano nell’esperienza della malattia è di fondamentale importanza nell’analisi del modo in cui i e le migranti attivano o meno percorsi di cura, interpretano le indicazioni terapeutiche e negoziano i significati attribuiti alla malattia in specifiche configurazioni storiche e di potere.

Il numero monografico intende esplorare sotto diversi aspetti il rapporto tra migrazioni e salute qui descritti, attraverso la raccolta di contributi di carattere sia empirico sia teorico principalmente (ma non esclusivamente) sui seguenti temi:

  • la relazione tra le problematiche di salute dei e delle migranti e le loro condizioni di vita e di lavoro nei Paesi di destinazione;
  • le ripercussioni sulla salute dei traumi, delle violenze e delle ristrettezze vissute nel Paese di origine, durante il viaggio e nel contesto di destinazione;
  • l’accesso e l’utilizzo dei servizi sanitari e più in generale le iniziative per fronteggiare la malattia (anche sul piano transnazionale);
  • i meccanismi di distribuzione diseguale della salute in base a genere, età, classe, appartenenza linguistico-culturale, “razza”, status legale;
  • i diversi paradigmi su salute, malattia e terapia e in relazione ad essi la produzione del senso storico-sociale di questa esperienza;
  • il rapporto tra determinanti sociali, condizioni di vita, diseguaglianze economiche e salute in una prospettiva internazionale.

Deadline Si invitano gli interessati a inviare i loro saggi originali e una breve nota biografica entro il 1° marzo 2020 

Come inviare I testi devono essere inviati tramite la pagina di Mondi Migranti sul sito dell’editore Franco Angeli: http://www.francoangeli.it/riviste/sommario.asp?idRivista=149 ; si dovrà seguire la procedura indicata dopo aver digitato il tasto “proporre un articolo”. Tutti i testi verranno sottoposti a peer review anonima 

I singoli saggi, comprensivi di note e riferimenti bibliografici, non devono superare le 35.000 battute (spazi inclusi), possono essere redatti in lingua italiana, inglese, francese.

Verranno accettati solo i testi che rispettano le norme redazionali reperibili a questo indirizzo: http://www.francoangeli.it/riviste/NR/Mm-norme.pdf 

Per Informazioni francescaalice.vianello @ unipd.it, veronica.redini @ gmail.com