in:

Nelle città – tradizionalmente al centro della riflessione del pensiero sociologico classico da Weber a Simmel e Durkheim – ritroviamo in modo emblematico  le caratteristiche, le trasformazioni e le tensioni che interessano la politica contemporanea: nuove forme di democrazia locale e di partecipazione politica, tipi  diversi di azione pubblica e di trasformazione delle istituzioni politiche e della governance, disarticolazione e ri-articolazione spaziale della rappresentanza politica e degli interessi sociali, ruolo dei movimenti e dei partiti e alla caratteristiche della leadership.

Si tratta spesso di tendenze contrapposte sia verso forme inclusive o esclusive di cittadinanza, sia, verso dinamiche di deterritorializzazione o al contrario di territorializzazione dell’azione politica. Tali tensioni si collegano, inoltre, a generali spinte autonomistiche e federaliste presenti in molti paesi dell’Unione Europea e, in Italia in particolare, a processi di riforma della politica e delle istituzioni (come ad esempio l’introduzione della elezione diretta dei sindaci) che hanno conosciuto alterne vicende  nell’ultimo quarto di secolo.

Questi esempi riguardano tanto i concreti processi di trasformazione che stanno interessando il rapporto tra città e politica, quanto alcune delle categorie fondamentali della sociologia politica e, più generalmente, delle scienze sociali e i rapporti fra di essi come emergono, ad esempio, dall’analisi dei sistemi sociali e dalla dimensione applicativa delle conoscenze scientifiche. Un rapporto che risente, inoltre, non solo delle formulazioni cognitive e delle specifiche azioni normative esercitate dall’Unione Europea e da altri attori sovranazionali e transnazionali (come UN-Habitat, UCLG, OCSE, think tank e società di consulenza mondiali), ma anche di fenomeni globali: migrazioni, crisi economica (a partire dalle bolle immobiliari) e le risposte offerte, finanziarizzazione dei regimi di accumulazione della ricchezza, crescita delle disuguaglianze. Tutti processi che si manifestano con maggior forza proprio nei tessuti urbani.

Il convegno si propone di offrire agli studiosi di sociologia dei fenomeni politici e a tutti coloro che si occupano di questioni urbane da diverse prospettive disciplinari (sociologia urbana, urbanistica e pianificazione, geografia politica, scienza politica, antropologia urbana, etc.), un’occasione di discussione e confronto sul rapporto tra città, politica e sistemi sociali. Tale rapporto riguarda non solo le forme che la politica, nelle sue principali dimensioni costitutive, assume nelle città contemporanee e gli effetti che provoca sulle società e gli spazi urbani, ma anche le diverse relazioni che si vanno costituendo tra città e campagna, tra centro e periferia che, come abbiamo visto dalla elezione di Trump alla Brexit, stanno dividendo gli elettori tra inclusi ed esclusi da quei processi di modernizzazione e globalizzazione che trovano proprio nelle città la loro area elettiva. Le dinamiche di metropolizzazione, le iniziative delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e degli stati nazionali sulle aree urbane, le tensioni introdotte dal processo incrementale e sinora fallimentare di costituzione delle città metropolitane nel nostro Paese sono solo alcuni esempi, su diverse scale di azione politica, istituzionale ed economica di analoghi processi.

Il convegno intende offrire un contributo scientifico per la comprensione del rapporto tra città e politica sia nelle relazioni della sessione plenaria del primo giorno, sia nei diversi workshop di approfondimento di questioni maggiormente specifiche.

Scarica il programma completo