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Cari soci del PIC, dell’AIS e cari tutti,

nell’ambito del convegno nazionale AIS di fine mandato, che si terrà a Napoli dal 23 al 25 gennaio 2020, che ha per titolo generale “Cervello, algoritmo, valutazione”, la nostra sezione PIC condurrà 2 sessioni di un panel dal titolo Sociologia dei processi culturali e comunicativi e neuroscienze. La presente call for paper intende quindi fornire un inquadramento di questioni e di temi che possano consentire, a chi è interessato, la definizione di proposte da sottoporre al Direttivo del PIC entro i tempi e i termini che saranno indicati a fine di questa call, in modo che si possa scegliere gli interventi che potranno comporre l’articolazione delle due suddette sessioni del panel.

 

È sotto gli occhi di tutti gli studiosi della società che oggi le neuroscienze stiano riscuotendo molti consensi e notevole attenzione, tanto da essere talvolta concepite come discipline in grado di chiarire questioni tipicamente riconosciute come ambito di riflessione delle scienze sociali e di difficile soluzione.

Le reti neuronali o le differenze dei cervelli di uomini e donne sono sufficienti a spiegare i principali fenomeni della vita associata? Gli studi sul cervello sono lontani da un approccio epistemologicamente e filosoficamente fondato sulla complessità delle forme di vita sociale, contemplate nelle Scienze Sociali quale campo d’indagine privilegiato. In quest’ottica, può sembrare difficile stabilire un confronto e una interazione scientifica con le nuove scienze del cervello.

Ciò nonostante, possono essere indicati livelli di attenzione reciproca, fra Sociologie e Neuroscienze (o meglio il campo ampio e complesso dell’insieme delle scienze cognitive), all’interno dei quali gli studi sociali, e in special modo quelli su cultura, comunicazione e media, potrebbero attingere agli studi sul cervello umano e viceversa, ricavando utili e nuove prospettive di ricerca e di conoscenza.

L’obiettivo di questa call è dunque raccogliere contributi che abbiano approfondito e indagato, attraverso ricerche e sperimentazioni sul campo, questa relazione, oppure semplicemente che abbiano sostenuto il ruolo della dimensione socioculturale anche nell’attivarsi delle sinopsi neuronali.

Indichiamo di seguito alcuni spunti di riflessione, che possono costituire un campo di temi e prospettive di ricerca interessanti su cui focalizzare l’attenzione, nella evidente consapevolezza che possano essere indicati ulteriori domini, qui non esplicitati, ai quali tuttavia possono riferirsi le proposte di paper:

 

Cultura, comunicazione e cervello

Noi condividiamo con gli scimpanzé il 98% del DNA. Se, nonostante ciò, uomini e donne sono decisamente più evoluti, è principalmente perché possiedono la comunicazione simbolicamente mediata, dove parole, immagini e suoni simboleggiano qualcosa nel mondo. Grazie ai vari linguaggi che uomini e donne apprendono a usare, e grazie alle azioni individuali e collettive correlate, si socializzano i saperi individuali e in tal modo questi vengono moltiplicati a livello esponenziale. Una cosa che una persona impara, la tramanda a tutti gli altri. Ma una tale mole di cultura e di saperi, pur essendo “lavorata” dentro i singoli cervelli di ciascun uomo e donna, resta fuori di noi e costituisce il bagaglio culturale della società che si cerca (spesso faticosamente e con varie disfunzioni, anche patologiche) di trasmettere alle nuove generazioni.

Hanno pertanto rilievo le seguenti domande: le relazioni che i singoli cervelli intrattengono con l’insieme dei saperi e delle pratiche apprese dal di fuori, possono essere analizzate dalle neuroscienze evitando un approccio riduzionista? In particolare, il cervello come partecipa alla formazione dei quadri culturali che definiscono persone e comportamenti? In che rapporto e con quali qualità i comportamenti culturali possono fornire una rappresentazione adeguata dei modi con cui il cervello “tratta” ed elabora la soggettività, i ruoli assunti da uomini e donne nel quadro delle relazioni sociali? Quali sono gli assi principali di analisi e di osservazione di tali relazioni, fra un organo biologico e le pratiche socio-comunicative? (Un esempio fra tanti, da assumere in una prospettiva critica, è quello del neuromarketing, che analizza, usando tecniche messe a punto dalle neuroscienze, il comportamento dei consumatori e le loro reazioni biologiche ai messaggi pubblicitari al fine di elaborare strategie di marketing e di comunicazione ritenute efficaci).

 

Socializzazione e competenze digitali

Gli studi e le ricerche nel campo della socializzazione nell’era mediale e delle competenze digitali, anche tenendo conto della coevoluzione complessa tra capacità cognitive e tecnologie (si veda Wolf 2018), possono fornire un contributo rilevante nell’identificare il ruolo centrale del capitale sociale e culturale nei processi di identificazione (individuale e sociale) degli individui (soprattutto giovani), andando oltre ipotesi esclusivamente innatiste. Il continuo cambiamento e il costante investimento materiale e simbolico sul digitale, nei diversi spazi sociali, secondo una prospettiva multidimensionale, non solo modifica la compagine strutturale e socioculturale del contesto contemporaneo secondo una prospettiva macro, ma interviene anche in una dimensione meso nella costruzione dell’habitus all’interno dei diversi campi d’azione, contribuendo a determinare continuamente beni relazionali (Donati, 1998) e a mobilitare altre forme di capitale (sociale, finanziario, culturale, simbolico e specifico) (Bourdieu, 1986), nonché a incidere sul capitale umano e culturale degli individui in prospettiva microsociale, attraverso la stimolazione delle cosiddette capabilities (Nussbaum, 2000; Sen, 1999).

In tal senso, una attenzione specifica della call può essere rivolta agli studi e alle ricerche nel campo della sociologia della comunicazione che stanno approfondendo la relazione fra capitale sociale e digitale all’interno di dinamiche di socializzazione, analizzando il ruolo delle principali agencies non solo nei processi di domesticazione delle tecnologie (Silverstone, 1995) ma anche nelle dinamiche di implementazione delle competenze trasversali nella prospettiva della Digital Literacy e della Digital Education (Buckingham 2007, Hobbs, 2011).

 

Immaginari, media e cervello

Le interazioni fra cervello e tecnologie sono oggi al centro delle questioni sollevate dagli usi e consumi dei media, specialmente dall’avvento di quelli digitali (anche se si innescarono polemiche e dibattiti sugli effetti psico-biologici e sui comportamenti derivanti dal contatto con le “nuove” tecnologie mediali già all’epoca del radicamento sociale del cinema e della radio, e tanto più nella fase in cui si affermarono le ibridazioni fra cinema ed elettronica negli anni Ottanta del Novecento). Esiste un ricco dibattito relativo agli usi e abusi di media (in primis i videogiochi e lo smartphone) all’interno dei quali emergono timori talvolta infondati, ma altresì sostenuti da principi e ipotesi riconducibili alle Neuroscienze o a teorie spesso scarsamente fondate.

È possibile inoltre ricostruire un repertorio di film e di altri prodotti audiovisivi le cui narrazioni risultano proprio fondate sulle preoccupazioni, e altresì sulle prospettive di nuova conoscenza, sollevate dagli innesti fra capacità del cervello e nuove tecnologie (un campo di temi, questo, apparentato a quelli della corporeità cyborg ma con un’apertura più significativa proprio a riguardo delle incidenze dirette sul funzionamento del cervello).

Può dunque risultare interessante ricostruire l’immaginario connesso a tali narrazioni, dispiegando analisi e angolazioni tematiche che forniscano una base contestuale e profili nuovi alle indagini sul campo delle relazioni fra usi mediali e capacità neuro-cognitive. Altrettanto, può risultare interessante interpretare, attraverso varie narrazioni audiovisive, come sono state socialmente intese le qualità – sul piano collettivo e su quello individuale – delle interazioni fra utenti sociali e tecnologie.

 

Gli interessati dovranno inviare un abstract di circa 500 parole entro le ore 09 di lunedì 11 novembre 2019, all’indirizzo mail seguente: pic @ ais-sociologia.it

È importante che nella mail sia specificato nell’oggetto CALL FOR PAPERS CONVEGNO AIS 2020.

I risultati della selezione verranno comunicati entro il 20 novembre 2019, in modo da consentire ai relatori selezionati per il panel PIC di iscriversi al convegno AIS usufruendo della quota ridotta che scade il 30 novembre.