in:

Nell’ambito del Convegno MID-TERM AIS “La sociologia e le società europee. Strutture sociali, culture e istituzioni”, la sezione Vita Quotidiana modera la Tavola Rotonda “Soggettività plurime e vita quotidiana nell’Europa che cambia”.

In un momento storico in cui l’Europa inteso come progetto politico sperimenta un equilibrio precario – anche a seguito dei contraccolpi della crisi finanziaria – è vivo l’interesse sociologico per la dimensione europea della vita quotidiana. Nello specifico, la sociologia della vita quotidiana si interroga sulla rilevanza del “frame” europeo per i cittadini che abitano lo spazio sociale europeo soprattutto in rapporto allo spazio globale. Si affianca, inoltre, l’analisi del modo in cui il processo di europeizzazione influenza le biografie dei soggetti e i loro legami con lo e nello spazio nonché l’analisi delle forme di mobilità che, sempre più praticate, scandiscono i loro corsi di vita. Le risposte a questi interrogativi sono sviluppate attraverso molteplici schemi analitici e di ricerca.
Obiettivo della tavola rotonda è ragionare sulle modalità in cui le esperienze di vita dei soggetti – soggetti plurimi e differenti in termini di genere, generazione, provenienza nazionale – si dispiegano e riconfigurano a partire da spinte talvolta contrapposte. La riflessione proposta è dunque attorno alle tensioni tra i principi di solidarietà, giustizia sociale e fratellanza che hanno animato la creazione dell’Europa, da un lato, e le derive populiste e reazionarie che caratterizzano oggi le sue politiche, dall’altro. E’ di particolare rilevanza, per il cinismo generalizzato che ne fa da sfondo, la frizione tra le retoriche delle politiche europee fortemente inclusive – nelle quali la mobilità viene valorizzata come risorsa tanto per gli individui quanto per la “società” europea – e l’implementazione sempre più diffusa di politiche di chiusura nei confronti di soggettività emergenti, quali quelle dei migranti e dei rifugiati in fuga attraverso il Mediterraneo. In questo contesto acquisiscono visibilità crescente pratiche di produzione sociale dell’indifferenza che contribuiscono al diffondersi, sia a livello politico e sociale sia nella sfera della quotidianità, di un clima di insensibilità collettiva dilagante e di anestesia culturale generalizzata che ci interpellano fortemente sulla nostra capacità di ascoltare e raccogliere storie che si misurano talvolta con le dimensioni dell’indicibile e dell’orrore.

Introduce: Giuliana Mandich (Università di Cagliari)

Coordina: Paolo Jedlowski (Università della Calabria)

Intervengono: Carmen Leccardi (Università di Milano Bicocca); Monica Massari (Università di Napoli, Federico II); Caterina Satta (Università di Bologna); Lidia lo Schiavo (Università di Messina); Maria Grazia Gambardella (Università di Milano Bicocca); Stefania Salvino (Gruppo Ossidiana, Cosenza).

Conclusioni: Ilenya Camozzi (Università di Milano-Bicocca)