E’ stato professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso l’Università di Torino. Iniziò la sua attività di ricerca nell’industria torinese, dalla Fiat all’Aspera Motors. Lotte operaie e ambiente di lavoro, Mirafiori 1968-1974 (Einaudi, Torino, 1976), scritta con Luca Ricolfi, è una descrizione accurata e partecipata dei conflitti sull’ambiente di lavoro nel reparto Verniciatura delle Carrozzerie di Mirafiori. Era lo stesso reparto che un dirigente Fiat paragonò a “una bolgia dantesca”. Esaminato è anche il mutamento delle politiche aziendali sui rischi connessi al lavoro produttivo.

Gli interessi di Alfredo cambiarono in seguito, in coincidenza con la collaborazione con Luciano Gallino, verso temi e argomenti di sociologia generale prima, e di sociologia dei processi culturali poi. Nel Manuale di sociologia (1994), diretto da Gallino, scrisse i capitoli dedicati a “Sistema biopsichico”, “Popolazione, territorio e ambiente” e a “Scienza e tecnologia”. Nel 2001 pubblicò Mimosa, un modello ipermediale di monitoraggio sociale e ambientale per la ricerca sociologica e la didattica sui sistemi sociali territoriali intesi come eco-socio-sistemi, con il quale suggerì un percorso analitico e un linguaggio che intendevano superare il modello di sviluppo sostenibile a favore di un modello di società sostenibile. Questo lavoro fu selezionato dall’Associazione Italiana di Sociologia fra le venti migliori opere di sociologi italiani pubblicate nel quinquennio 1997-2002.

Contribuí fattivamente allo sviluppo nel nostro Paese di una sociologia del corpo con testi straordinariamente colti e capaci di aprirsi ai contributi di altre discipline, come Corpi. Frammenti per una sociologia (2009), in prosecuzione delle attività che lo avevano portato ad occuparsi di teoria dell’attore sociale e di coevoluzione delle popolazioni di sistemi biologici e delle popolazioni di sistemi socioculturali.

La collaborazione, alla fine degli anni Novanta, al progetto “FAR  – Formazione aperta in rete” dell’allora Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Ateneo torinese gli diede modo di dare forma alla sua concezione della conoscenza come “rete di conoscenze” e “conoscenza reticolare” e alla sua visione dell’apprendimento come connessione tra saperi disciplinari differenti, ma pure tra saperi scientifici e conoscenze diffuse, soggettive, non istituzionalizzate, tratte dall’esperienza anche quotidiana (in proposito,  si veda il suo Sociologia. Cinque nodi, una rete del 2005).

E’ stato parte attiva del Comitato editoriale dei “Quaderni di Sociologia”.

Alfredo Milanaccio è stato coordinatore della sezione “Teorie sociologiche e trasformazioni sociali” dell’AIS dal 2002 al 2007.

Alberto Baldissera e Paola Borgna