Con riferimento al recente documento sulla revisione dei settori disciplinari, l’AIS ha inviato agli organi del CUN la lettera che riportiamo di seguito

 

Le Associazioni Scientifiche di area sociologica e la Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti della stessa area hanno analizzato e discusso il lavoro in corso presso il Consiglio Universitario Nazionale in materia di aggiornamento e razionalizzazione della classificazione dei saperi accademici e del sistema delle classi di corso di studio (Parere generale n. 22).

Pur riconoscendo l’importante contributo che il CUN sta offrendo al dibattito sul tema, si possono rilevare alcune criticità di cui il progetto di revisione dovrebbe tener conto.

Va infatti sottolineata la presente situazione di transitorietà, sia da un punto di vista istituzionale, in quanto la Ministra attualmente in carica non può svolgere l’attività normativa richiesta per l’eventuale approvazione del progetto, sia da un punto vista concorsuale, poiché la procedura per la nomina delle nuove commissioni di valutazione 2018-2021 è già in corso secondo gli attuali raggruppamenti disciplinari.

A queste considerazioni si aggiunga che, poiché nei prossimi mesi sono programmate presso molti Atenei italiani le visite delle CEV per l’accreditamento periodico, qualunque ripensamento non può avvenire prima delle considerazioni che da tali visite scaturiranno.

Tutto ciò consiglia una riflessione più attenta anzitutto nel processo decisionale, in attesa che si definisca il nuovo assetto istituzionale.

Soprattutto, va tenuto conto delle ricadute che la ridefinizione dei settori e delle classi di laurea avranno necessariamente sia sui processi di accreditamento, sia sui percorsi didattico-formativi – e dunque sugli studenti – oltre che su chi opera oggi nelle Università. Per questo è indispensabile che la definizione di un nuovo assetto dei saperi non si traduca in una ulteriore riforma che, aggiungendosi alle molte susseguitesi e non ancora pienamente assorbite, il sistema universitario non sarebbe in grado di fronteggiare.

Si rende quindi necessario, a nostro parere, un più ampio confronto con le rappresentanze scientifiche e accademiche di tutti i settori disciplinari attualmente in vigore, e un dibattito più ampio sulla costruzione delle nuove regole per il raggiungimento di una proposta ampiamente condivisa.