Vi chiederei di pubblicare, per debita informazione di tutti i colleghi, la seguente sentenza del TAR (definitiva perché pronunciata su ricorso straordinario al capo dello stato) che annulla per la ricorrente il giudizio negativo espresso su di lei dalla Commissione 14/C1.
Grazie. Umberto Melotti
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14/C1 – “sociologia generale, giuridica e politica”
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2014 – DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 14/01/2015
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 13081 del 2014, proposto dalla dott.ssa XXXXXXXXXXX, rappresentata e difesa dall’avv. XXXXXXXXXXXX; contro il Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca; per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia
– del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale (ASN) alle funzioni di professore universitario di II fascia per il settore 14/C1 – “sociologia generale, giuridica e politica” (procedura indetta con D.D. MIUR n. 222 del 20.7.2012) come recato dalla “scheda di sintesi dei risultati della procedura”, nonché dai verbali nn. 19 e 20 del 29.11.2013 della Commissione e dalla presupposta “scheda giudizi individuali e collegiali”,documenti tutti pubblicati in data 11.12.2013 nel sito ministeriale;
– di ogni altro atto connesso e coordinato, anteriore e conseguente a quelli sopra indicati;
(atto di costituzione ex art. 10 D.P.R. n. 1199/71)
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Vista la documentazione prodotta da parte del MIUR;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2014 il dott. Claudio Vallorani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Si ritiene che il presente ricorso, notificato e depositato nei termini di rito (a seguito di trasposizione in sede giurisdizionale dell’originario ricorso straordinario al Capo dello Stato, notificato all’Amministrazione il 10.4.2014 e successiva opposizione ex art. 10 D.P.R. n. 1199 del 1971, notificata all’odierna ricorrente in data 24.7.2014 da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato), passato in decisione per la pronunzia sull’istanza cautelare alla camera di consiglio del 26 novembre 2014, sia suscettibile di definizione mediante sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. (come anticipato alle parti in camera di consiglio).
Appaiono meritevoli di accoglimento le censure articolate nei motivi I e II del presente ricorso, relativamente alle contestazioni in ordine alla carenza e contraddittorietà della motivazione in considerazione degli elementi allegati e provati dalla ricorrente che di seguito si evidenziano:
1) il giudizio collettivo finale, sfavorevole alla ricorrente, non è stato unanime ma assunto con due voti contrari, espressi da due dei commissari che hanno ritenuto la candidata più che matura per rivestire il ruolo di professore di II fascia (doc. 8 ric.);
2) la dott.ssa XXXXX supera abbondantemente una delle tre mediane di riferimento di cui all’art. 6, comma 2, D.M. n. 76 del 2012 ed al punto 3 dell’Allegato A al medesimo D.M., come valorizzate dall’ANVUR per il settore concorsuale in oggetto (14/C1 – Sociologia generale, giuridica e politica – II fascia) (doc. 8);
3) seppur è vero che, secondo gli indirizzi già espressi da questa Sezione in precedenti pronunce (vedi, tra le più recenti, la sentenza n. 10559 del 2014) “le Commissioni in altri termini oltre agli indici bibliometrici (cd. mediane) sono chiamate a valutare anche numerosi altri profili e ciò in virtù di quanto previsto dall’art. 16 della legge n. 240/2010, in cui il legislatore ha chiarito che il conseguimento della abilitazione scientifica nazionale non si sarebbe potuto limitare ad una mera verifica del superamento degli indicatori bibliometrici (cd. mediane) misurate dall’Anvur” e che, “di norma, pertanto, l’abilitazione deve essere attribuita esclusivamente a candidati che abbiano soddisfatto entrambe le condizioni (superamento degli indicatori di impatto della produzione scientifica e positivo giudizio di merito)”, è altrettanto vero che, di fronte ad indicatori quantitativi particolarmente favorevoli al candidato, la legittimità del giudizio negativo deve fondarsi su una motivazione attenta e rigorosa nella valutazione (qualitativa) afferente, ex D.M. n. 76 del 2012, all’apporto individuale nei lavori in collaborazione, alla qualità della produzione scientifica, alla collocazione editoriale presso editori o riviste di rilievo nazionale o internazionale (criteri corrispondenti a quelli esplicitati dalla stessa Commissione nella riunione del 7.2.2013, cfr. doc. 6 ric., verbale n. 1);