Il volume raccoglie diversi contributi che riassumono l’itinerario di ricerca seguito negli ultimi decenni dall’autore. Al centro del lavoro vi è la ‘cosa pubblica’. La tesi di fondo è che occorra riprogettare lo stato resistendo alle lusinghe del neo-liberismo. Solo un pubblico che ‘funzioni’, legittimato e capace di prendere decisioni vincolanti efficaci per la collettività, può essere in grado di rimuovere i vincoli e di offrire le opportunità che permettano ai soggetti privati di arricchire e sviluppare le loro qualità, e di contribuire così al benessere collettivo.

L’ipotesi dell’autore si articola su due fronti. Da un lato, dall’interno degli apparati amministrativi; dall’altro, dall’esterno, guardare alla società civile, alla sfera pubblica come luogo di apprendimento, di ridefinizione del patrimonio istituzionale, e quindi di stimolo alle organizzazioni pubbliche attraverso la crescita della riflessività sociale.

Donolo ritiene che tale compito non dovrebbe essere eluso dalle scienze sociali.La sua è infatti una sociologia critica, che assume come punto di riferimento l’obiettivo di sostenere il processo di emancipazione: l’allargamento delle libertà.