This volume principal investigator of the PROVIDE – Proximity on Violence: Defence and Equity project (Rights, Equality and Citizenship Programme – 2014-2020) funded by the EU, shifted the interpretative focus of its research from gender-based to proximity violence. This theoretical intuition-assertion is informed by a wide-scale reconstruction of the phenomenon of migratory violence and corroborated by the results of the action research carried out by six international teams ˗ Ismu, Oxfam, Telefono Donna, Badia Grande, Aseis Lagarto, SamuSocial International, the University of Jaén and the University of Palermo.

 

Il volume Proximity Violence in Migration Times (Franco Angeli 2019), curato da Ignazia Bartholini, trasferisce il tema della gender based violence all’interno del frame concettuale della proximity violence. Questa intuizione-asserzione teorica viene snodata sulla base della recente letteratura sul tema e delle riflessioni dell’autrice, evidenziando alcune delle dinamiche fra “vittime resistenti” e “carnefici prossimi” che caratterizzano la violenza di prossimità da intendersi come una categoria interpretativa che include anche la violenza contro le donne senza limitarsi ad essa. Categoria che si rivela feconda anche sul piano della ricerca empirica condotta dai sei team internazionali – Ismu, Oxfam, Telefono Donna, Badia Grande, Aseis Lagarto, Samu International, l’Università di Jaén e dell’Università di Palermo, grazie al finanziamento dalla UE (Rights, Equality and Citizenship Programme 2014-2020. Sistemi di protezione, buone pratiche formali e informali oltre che criticità nell’accoglienza migrante, vengono quindi evidenziate attraverso una ricerca quali-quantitativa che ha previsto anche il coinvolgimento di circa 250 stakeholders italiani, francesi e spagnoli intervistati.