L’Italia della crisi appare schiacciata tra apatia e risentimento. Ma guardando in basso, si possono vedere forme di resistenza che raramente emergono sulla scena pubblica, e che riattualizzano l’azione collettiva, riposizionando l’individuo nella sfera pubblica. Dalle grandi organizzazioni sociali alle occupazioni abitative, dai gruppi di acquisto solidale alle fabbriche recuperate, passando per i circoli culturali e le sperimentazioni di welfare dal basso, gli autori indagano i percorsi seguiti dai diversi attori collettivi verso l’azione sociale diretta, e le loro conseguenze nel produrre cambiamento nella società e nella politica.