
L’articolo analizza la regolamentazione europea sulle piattaforme digitali, ricostruendone l’evoluzione da un approccio liberale orientato allo sviluppo del mercato unico a uno di tipo costituzionale volto a estendere i diritti fondamentali dei cittadini europei nella sfera digitale. Muovendo dallo schema teorico di Lawrence Lessig, il paper dimostra come la centralità infrastrutturale delle piattaforme abbia generato una concentrazione di potere che l’UE tenta di limitare tramite strumenti normativi come la Gdpr e il Digital Services Act. Tuttavia, questa legislazione, pur accrescendo la responsabilità delle piattaforme, indebolisce l’autonomia regolatrice degli utenti stessi.