Percorso tematico del triennio 2018-2021 della sezione Vita Quotidiana.

Il concetto di senso comune, nella sua definizione più immediata, fa riferimento a quell’insieme di rappresentazioni, narrazioni, discorsi e linguaggi che danno senso alla realtà sociale e che la strutturano in termini di costellazioni di potere. Esso appare inestricabilmente legato alla dimensione della vita quotidiana: uno spazio-tempo elettivo per la sua genesi e riproduzione a cui la sezione ha da sempre rivolto particolare attenzione attraverso un approccio interpretativo declinato per lo più in chiave decostruttiva, volto cioè a rendere “strano” il familiare e ad assumere uno sguardo maieutico rispetto a ciò che tutti danno per scontato.

La proposta di lavorare sul nuovo senso comune oggi emerge nettamente a seguito della progressiva diffusione di processi e pratiche che inducono a una tendenziale confusione, se non addirittura ribaltamento, dei tradizionali confini esistenti tra senso comune, conoscenza scientifica e sapere esperto. La conoscenza scientifica risulta, infatti, sempre più subalterna a un senso comune, svincolato dal sapere, che tende ad assumere un ruolo pervasivo e dominante nelle varie sfere della quotidianità. Rafforzato e incalzato da uno stile comunicativo che incontra particolare risonanza negli ambiti politici e mediatici contemporanei, il nuovo senso comune tende a guardare alla scienza con diffidenza e perplessità, con l’effetto di depotenziarne l’efficacia e la credibilità, favorendo in tal mondo la diffusione incontrollata di informazioni scorrette, narrazioni spesso mistificatorie e dati parziali sulla realtà e i fenomeni sociali. Tutto questo ha conseguenze preoccupanti sulla vita degli individui, sui destini delle politiche e sulla tenuta stessa dei legami sociali.

A partire da questa constatazione iniziale prende avvio il percorso triennale 2018-2021 della sezione “Vita Quotidiana”. Esso sarà caratterizzato da una riflessione ad ampio raggio sul concetto-chiave di nuovo senso comune – e sulle narrazioni e sui processi di rappresentazione sociale che esso è in grado di attivare; sarà declinato attraverso percorsi di ricerca che si snoderanno lungo alcuni temi principali:

  1. la famiglia, i rapporti tra i generi e tra le generazioni;
  2. le migrazioni e le relazioni interculturali;
  3. la libertà di ricerca, il ruolo delle scienze sociali e dell’università.

I diversi itinerari tematici saranno affrontati con la consapevolezza di trovarsi all’interno di una cornice strutturale in cui il capitalismo avanzato e il neoliberismo assumono un ruolo preponderante e dove le nuove disuguaglianze vengono alimentate da meccanismi economici, finanziari e comunicativi che i processi di globalizzazione hanno incoraggiato in modo pervasivo e talvolta con esiti paradossali. Uno dei tratti costitutivi del nuovo senso comune è, infatti, costituito dalla possibilità di disporre di canali di comunicazione più immediati e universali di diffusione e radicamento che richiedono un’adeguata riflessione e un inquadramento all’interno della vita quotidiana. La disponibilità di conoscenza si è altresì accresciuta esponenzialmente, in forza della diffusione delle nuove tecnologie, configurandosi insieme come bene comune e come fonte di profitto.

Infine, nel solco della lunga tradizione di ricerca che ha caratterizzato la sezione in questi anni, la riflessione sarà accompagnata da una costante attenzione ai processi di destrutturazione sul piano biografico che, insieme alle dinamiche di sradicamento sul piano sociale ed economico, rendono difficile costruire forme identitarie certe e stabili e dove il nuovo senso comune sembra presentarsi come un inedito generatore di appartenenza in grado di sortire effetti perversi di ampia portata.