Scritti di Francesco Ingravalle, Marco Ingrassia, Simone Lanza, Marino D’Amore, Giorgio Osti, Paolo Giardullo, Andrea Volterrani, Maria Cristina Antonucci, Andrea Bortolotti, Sebastiano Citroni, Barbara Grüning, Alessandra Piccoli, Roberta Viganò, Franco Pistono, Matteo Seita, Stefano Armenia, Thomas De Angelis, Mario Salomone

N. 35 CULTURE DELLA SOSTENIBILITÀ

Editore:Weec network
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Regno della necessità e regno della libertà
“Siamo entrati nella crisi dell’umanità senza accedere all’Umanità; ma non si vede l’insieme, tutt’al più si vedono alcuni frammenti del gran- de problema”. Così scrive Edgar Morin, (Di guerra in guerra. Dal 1940 all’Ucraina invasa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2023, p. 65). Un grande problema che è stato posto in tutta la sua gravità già da Immanuel Kant nel 1795, nel celebre saggio Per la pace perpetua ove la libertà mo- rale è il fondamento dell’uguaglianza morale e dell’esigenza della pace; per riprendere la terminologia marxiana, noi, oggi, continuiamo a muover- ci nel “regno della Necessità”, caratterizzato dalla guerra, senza riuscire a muoverci verso il “regno della Libertà”, cioè verso la gestione sostenibile e pacifica del nostro rapporto con la biosfera.
Comune a Kant, a Marx e a Morin è la convinzione che l’essere umano non deve essere trasformato in mezzo, essendo l’essere umano l’essere più alto per l’essere umano. Ma questo è il “dover essere” espresso dalla filosofia europea moderna contro la “pre-modernità pagana” e contro l’età della servitù della gleba. Un “dover essere” che si è opposto al “corso del mondo”, come argomentava Hegel nella Fenomenologia dello Spirito (1807): “Il corso del mondo ottiene la vittoria su ciò che, in contrapposi- zione ad esso, costituisce la virtù” (Fenomenologia dello Spirito, V B). La virtù, cioè la realizzazione completa dell’essenza umana, è stata tra- volta da quella che Serge Latouche ha denominato “occidentalizzazione del mondo” che ha inserito i micro-confitti in macro-conflitti, e, per tre volte, tra XX e XXI secolo, le micro-guerre in macro-guerre (tre guerre mondiali: 1914-1918, 1939-1945 e 1947-1991). “Occidentalizzazione del mondo”: l’abbiamo denominata, a un certo momento, “globalizzazione”, abbiamo pronosticato la fine degli Stati-nazione e, di conseguenza, la fine delle guerre e, quindi, la “fine della storia”.

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