SEZIONI

Studi sul Mediterraneo

«Quel nome, medi-terraneo, parla di un mare che separa e unisce, che sta tra le terre senza appartenere in esclusiva a nessuna di esse, che resiste a ogni desiderio di annessione un mare che si rifiuta di richiudere la propria inquietudine nella fissità di una Scrittura, nella sacralità assoluta e definitiva di un testo. In questo suo essere di tutti e di nessuno, il Mediterraneo è dunque allergico a tutti i fondamentalismi…Questo mare non appartiene a nessuno perché è un mare comune. Questa sua allergia all’immobilità del “proprio” non è solo un no, ma è ance un sì, un obbligo alla mediazione, a tenere insieme le terre…» (F. Cassano, “Necessità del Mediterraneo, in F. Cassano e D. Zolo, a cura di, L’alternativa mediterranea, Feltrinelli, Milano 2007).

L’istituzione di “AIS – Studi sul Mediterraneo” non equivale alla semplice ratifica di un territorio di ricerca e riflessione già dato, ma è un gesto istituente atto a dischiudere una prospettiva sociologica che, da molti punti di vista, si pone come “necessaria” per comprendere il nostro tempo nonché per provare a intravedere nuove soluzioni alle sue derive.
Il Mediterraneo non è soltanto un oggetto di studio: esso si offre, anzitutto, come sorgente di un paradigma alternativo. La sociologia, disciplina figlia della modernità, ha a lungo guardato il mondo attraverso una griglia concettuale forgiata a Occidente, che ha spesso marginalizzato le forme di sapere e di convivenza che non vi si conformavano. Il “pensiero meridiano” di Franco Cassano ha indicato la possibilità di un’altra via: non la negazione della modernità, ma la ricerca di una sua versione più ricca e plurale negli abissi della storia mediterranea, capace di accogliere i dissòi lógoi, i discorsi divergenti, contro ogni pretesa di univocità del logos. Questa pluralità epistemologica non è un vezzo post-moderno, ma una risorsa indispensabile per la sociologia contemporanea.
La sezione Studi sul Mediterraneo sorge con l’ambizione di consolidare e sviluppare questo paradigma, senza affidarsi a modelli precostituiti, ma attraverso un percorso collettivo di costruzione, basato sul dialogo e sulla riflessione condivisa, nonché su pratiche di ricerca immersive.
Per sua natura, il Mediterraneo attira saperi interdisciplinari. I suoi studiosi provengono dai campi della storia, della letteratura, della filosofia, della geografia, dell’antropologia, degli studi postcoloniali, culturali e ambientali. La sezione mira a inscrivere la sociologia dentro questo intreccio, declinando il paradigma mediterraneo nel proprio lessico, nel proprio canone, nei propri metodi, senza mai chiudere i ponti con gli altri saperi. Questo chiama in causa immediatamente gli altri ambiti interni all’associazione, a partire da “Teorie Sociologiche e trasformazioni sociali”, che ha già sviluppato negli ultimi anni riflessioni sul pensiero del Sud, sulla sociologia decoloniale e sulle alternative epistemologiche; gli studi di genere, perché il Mediterraneo valorizza soggettività che la modernità patriarcale ha relegato ai margini; la metodologia della ricerca, perché il Mediterraneo sollecita forme d’indagine sociologica situate, partecipative, incarnate; la sociologia dell’ambiente e del territorio, per la centralità dei paesaggi e dell’intima complicità tra terra e mare; la sociologia economica, per la sperimentazione di forme alternative di produzione e distribuzione dei beni nel segno della sostenibilità ambientale e sociale; la sociologia politica, perché il Mediterraneo è insieme frontiera, arena di conflitti e laboratorio di convivenze.
La sociologia mediterranea, tuttavia, ha senso solo se non rinuncia a coltivare una proiezione pubblica, lanciandosi oltre il perimetro dall’accademia per dialogare con le espressioni della società civile, delle istituzioni e della politica, marcando la propria presenza nelle numerose iniziative culturali ispirate al Mediterraneo e sperimentando nuove forme di comunicazione, anche attraverso i social media.
La sezione si ripropone, infine, di tessere legami forti ed estesi con studiosi, attivisti e istituzioni dei diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dando vita a una rete transnazionale che dia spessore e continuità al lavoro dell’associazione, attraverso la promozione di progetti di ricerca e iniziative convegnistiche comuni.
“Studi sul Mediterraneo” vuole essere, dunque, una sezione aperta e plurale, radicata nella tradizione sociologica e proiettata verso il futuro, capace di fare del suo luogo ispiratore non soltanto un oggetto di indagine, ma un metodo, un linguaggio, un modo diverso, più generoso (ma sempre rigoroso) di fare sociologia.

 

Consiglio scientifico

Onofrio Romano

Coordinatore

Sergio Severino

Segretario

Stefano Becucci

Componente

Giada Cascino

Componente

Romina Deriu

Componente

Sabino Di Chio

Componente

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