
I contributi raccolti in questo fascicolo possono essere letti come una messa alla prova empirica della distinzione tra le distorsioni della quantificazione che operano sul piano percettivo, organizzativo-istituzionale e politico e le relative implicazioni. Nel loro insieme, i saggi mostrano come quantificazione, standardizzazione e classificazioni non agiscano come strumenti meramente descrittivi, ma producano effetti di retroazione sulla realtà del lavoro, incidendo sulle modalità di organizzazione delle attività e sulle condizioni di riconoscimento e tutela a partire da ciò che è reso visibile e misurabile. Nel loro insieme, i contributi mostrano come le criticità legate all’uso della conoscenza nei contesti di lavoro, quando ispirato a logiche di quantificazione, non risiedano tanto negli atti di misurazione in sé, quanto nelle modalità attraverso cui essi vengono incorporati nei dispositivi di governo del lavoro.